Le sacre di Virgilio Sieni: scavare nel processo

Ci stiamo avvicinando al primo appuntamento della rassegna Nelle Pieghe del Corpo che vedrà coinvolti scorci urbani e luoghi teatrali, in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell’Università e il suo centro laboratoriale La Soffitta. Il progetto, promosso dal Comune di Bologna, dalla fondazione ERT- Emilia Romagna Teatro e dal Teatro Comunale, ha fra i primi campi di indagine il rapporto tra Virgilio Sieni e i concetti di rito e di sacro. La concretizzazione di questa ricerca la troviamo nel debutto dell’inedito Le Sacre, che andrà in scena dal 7 all’11 marzo (con pausa lunedì 9) e con la possibilità per gli spettatori di incontrare il coreografo al termine dello spettacolo di domenica 8 marzo. Spiega Sieni: «Mi piacerebbe che la coreografia guardasse al primitivo come forma leale di scavo verso la propria archeologia, un’archeologia di ossa, allineamenti sottili, corrispondenze neurali, muscolari, tendinee, molecolari, tutti “fatti” che ci danno al mondo: in questo senso il tema della danza diventa urgente in quanto si pone come avamposto sul territorio delle abitudini; il gesto che nasce dall’ascolto dell’ambiente interno ed esterno accenna dunque a quell’ignoto che scorre ai bordi della nostra vita».

Conferenza stampa di presentazione di Le Sacre

Conferenza stampa di presentazione di Le Sacre

Le Sacre si apre con un Preludio che funge da introduzione, facendo emergere una «ritualità ancestrale, ma assoutamente moderna» – come afferma Nicola Sani, sovrintendente del Comunale. Il rapporto vivo e intenso della musica lo si vede fisicamente attraverso il corpo: «Con la musica si convive, non la si condivide». 
Ad aprire lo spettacolo è un sestetto al femminile (Ramona Caia, Claudia Caldarano, Patscharaporn Distakul, Sharon Estacio, Giulia Mureddu, Sara Sguotti) che si muove come un gruppo di naufraghe. Le loro  “pieghe del corpo” sulla soglia dell’umanità vanno a comporre un dizionario di movimenti primi. È presente nel Preludio un lavoro linguistico sul danzatore basato sui piani orizzontali del corpo che mette in contatto l’interno con l’esterno.

Facendo poi riferimento all’antica Grecia, all’arte bizantina e al popolo egizio, Sieni recupera le strutture e le forme del passato dell’uomo e, osservando lo “stare al mondo” nei secoli, inserisce circa 5000 movimenti all’interno della sua Sagra della Primavera: «Io vedo questi movimenti come un fiume coreografico dato da dodici danzatori che lavorano su tre impronte: piano orizzontale, concetto piramidale e tempio». 

Il coreografo fiorentino disegna con i corpi dei danzatori (Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano, Nicola Cisternino, Patscharaporn Distakul, Sharon Estacio, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Giulio Petrucci, Rafal Pierzynski, Sara Sguotti, Davide Valrosso) una dimensione molecolare, dove emerge il senso dell’attraversamento vissuto come nascosto, rapido, fatto di folate veloci nello spazio. In questo viaggio spaziale lo spettatore rischia di perdere alcuni passaggi, poiché i movimenti eseguiti dai danzatori sono fulminei; fluttuano e si sviluppano tramite dei concetti geometrici, considerando i principi delle costellazioni.

Compagnia-Virgilio-Sieni-in-prova-per-la-Sagra-della-Primavera

la Sagra della Primavera di Sieni in prova

Questa prima parte si raccoglie in 18 minuti circa. A seguire, nella seconda parte della Sagra, l’eletta viene trasportata, sospesa dalla comunità. La tecnica di cui parla Sieni si divide in quattro fasi coreografiche, alludendo a uno spazio dinamico-tattile: reimparare a muovere le braccia, ad alzare le braccia, a chinarsi, ad andare a terra, consegnando all’uomo il dono della capacità di rinnovarsi, all’interno di un percorso umanitario che rivaluta il proprio corpo e lo spazio che lo circonda.
Ad accompagnare i danzatori e il pubblico in questo viaggio all’insegna dello scardinamento dei dogmi del movimento ci saranno le musiche composte ed eseguite dal vivo del contrabbassista Daniele Roccato per il Preludio, e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Felix Krieger  per l’imponente musica di Stravinskij. Virgilio Sieni si approccia così a un mito, quale è la musica de Le sacre du printemps «con l’intento di iniziare un cammino nella frammentazione e la composizione del corpo coreografico, per intravvedere il luogo che si presenta al rito nell’oggi del corpo».

Valentina Fiori e Alice Murtas

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...