Comuniello – Dalla parola al gesto

Giuseppe Comuniello nasce a Viareggio e cresce a Fucecchio. Nel 2007 perde la vista a causa di una malattia alla retina. Lascia quindi la propria attività di pasticcere dedicandosi alla pratica di diversi sport e avvicinandosi alla danza grazie a Virgilio Sieni. Partecipa al duo Prima danza su ciò che ignoro (2009), interpreta gli assoli Atlante del bianco (2010) e Pinocchio_leggermente diverso (2013), fino alle Danze leggermente diverse presentate nel 2014 alla Biennale Danza di Venezia. In questa occasione lavora nell’arco di un mese, attraverso l’improvvisazione, su alcuni temi di movimento connessi a personaggi provenienti dal mondo della fiaba e della commedia dell’arte, facendo avvicinare alla danza altre persone non vedenti.

Abbiamo incontrato Giuseppe presso la struttura sportiva di via Bovia, Pisa, dove tiene settimanalmente corsi di contact improvisation. Insieme al danzatore abbiamo creato brevi video che spiegano attraverso il movimento alcuni dei termini utilizzati spesso da Sieni per trasmettere i concetti chiave basilari del suo lavoro (a cura di Camilla Guarino e Alice Murtas)

Angelo
L’angelo è qualcosa che vola, di sovrannaturale, generalmente immaginato come una figura eretta, fiera, buona ma allo stesso tempo quasi implacabile. Qui invece si tratta di un angelo che sta a terra e che non si rialzerà mai, più umano che sovrannaturale. Fragile, solenne, uomo.

Gravità
Cercare di capire come poter vincere la gravità usando il corpo. Una volta vinta ti accorgi che il bello sta anche nel lasciarsi andare tornando a terra.

Tattilità
Un dialogo tattile con una persona fatto di parole sussurrate, gridate, non dette. Tutto questo avviene attraverso il movimento, toccandosi, sfiorandosi. Imparare ad ascoltarsi, quasi come rivivere la prima fase di un innamoramento che parte con un senso di imbarazzo, di seguito può piacere o può presentare delle difficoltà per poi lasciarsi con un senso di delicatezza, avendo dato e ricevuto.

Cedimento
Cercare di sentire se all’interno del movimento e soprattutto dell’articolazione c’è un momento in cui si può togliere non la forza ma l’articolazione stessa. Come se a un certo punto sparisse il movimento in atto per andare in una direzione libera verso il basso: la direzione della gravità. E’ come se l’articolazione si rompesse per un attimo, attimo che oltre a creare un cedimento, crea una spinta per qualcos’altro. Un cedere per carpire un nuovo input del corpo.

 

Postura
Riorganizzazione del corpo a partire da una posizione neutra per ottenere un azzeramento. Si ha così una partenza con un allineamento neutro ma funzionale al movimento che verrà dopo. Si va a cancellare, azzerare il corpo e le sue articolazioni come fosse una pagina bianca su cui poi andare a scrivere per ripartire puliti.

Geografia del corpo
Identificazione di zone diverse del corpo rappresentate in modo ideale come una carta geografica suddivisa sia longitudinalmente sia latitudinalmente. Il corpo è suddiviso orizzontalmente da due paralleli: il primo è la linea immaginaria che unisce le spalle, il secondo attraversa il centro del busto passando per l’ombelico. Abbiamo così tre piani contenenti rispettivamente la testa, il busto e le articolazioni inferiori. Un’ulteriore suddivisione verticale divide il corpo esattamente in due parti: quella destra e quella sinistra. Tutte queste zone lavorano in modo differente e autonomamente, andando a creare una inedita mappa di azioni.

Una risposta a “Comuniello – Dalla parola al gesto

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