Guerra, resistenza, teatro e altri ricordi. Intervista per Altissima Povertà e Abbracci

Altissima povertà di Virgilio Sieni prevede l’incontro fra alcuni anziani e molti bambini, che in scena danno vita a una comunicazione di gesti, sguardi, sfioramenti. Messo in scena per la prima volta a Firenze, dove l’incontro avveniva fra bambini e partigiani, verrà “replicato” a Dom – La Cupola del Pilastro questa sera, 20 marzo 2015. Nel percorso bolognese l’incontro avverà fra bambini e alcuni anziani abitanti del quartiere Pilastro, grazie alle relazioni fra cittadini e teatro instaurate in questi anni dalla Compagnia Laminarie. Abbiamo incontrato due anziani che parteciperanno al progetto (e che prevede anche la messa in scena di Abbracci, domenica 22 alle 18) e abbiamo chiesto loro di raccontarci la loro storia, tornando ai tempi della guerra.

Nel paese in cui vivo, in Toscana, è conservato un archivio di diari scritti da detenuti di guerra e partigiani. Pensando a questo archivio, le vorrei chiedere cosa le viene in mente di quel periodo, del periodo della Resistenza.

Oriano Orsi: Io di guerra ne ho vista abbastanza, ma non partecipando alla Resistenza vera e propria, l’ho vissuta di passaggio. Ma in quel periodo, dove abitavo io, non ci sono state cose strane: sono successe a 10-20 Km da dove vivo, come la strage di Ronchidoso, la strage di Marzabotto. Da noi i tedeschi sono stati solo di passaggio. Io ricordo i partigiani, eravamo in una casa, arrivarono in gruppo: erano armati abbastanza anche perché non eravamo ancora liberati, all’improvviso poteva saltare fuori qualche cosa… Queste sono le uniche cose che posso raccontare. Chi ha visto la guerra è stata più lei (indicando la moglie) che è la mia gentile (si fa per dire!, risate) signora. Cosa ti ricordi della guerra? Dei partigiani?

Gabriella Lorenzini: Dei partigiani… io ne trovai uno morto dietro casa e non sapevamo cosa fare, perché se arrivavano i tedeschi ci ammazzavano tutti. Io ero una bambina piccola, avevo 8-10 anni. Mio nonno mi prese per mano e disse: andiamo a raccogliere i fiori. Una persona prese questo morto – poverino, non sapevo nemmeno chi fosse, un ragazzo giovane – e lo mollò dentro il fiume che era in piena, perché se arrivavano i tedeschi erano guai… non sapeva cosa fare. Questa è una cosa che mi è rimasta negli occhi e nel cuore. Mi è successa un’altra cosa orribile… Andai in cantina per prendere la legna per attizzare il fuoco e vidi 2 piedi là, in terra… Allora corsi in casa e mio padre era nascosto naturalmente. Ma di chi sono quei piedi? Per me erano dei soldati nostri, ma invece era un tedesco che si era sparato, perché stavano arrivando gli americani, ma io non lo sapevo. Anche quello fu uno shock, presi comunque la legna per accendere il fuoco. Poi arrivarono gli americani.

Oriano: Io ero sfollato da casa, mio padre era in guerra, non si sapeva dov’era… Io, mia madre e mia sorella invece di andare in paese… andiamo su quella casa in cima al monte … non andiamo in quella in basso… Tre giorni dopo, in quell’altra casa ammazzarono 30 persone. Alla fine siamo rimasti molto scossi. Noi quello che abbiamo visto molto sono stati i tedeschi, vivevano in casa nostra, perché avevano il deposito di armi; la nostra era una casa di contadini, isolata. Il padrone di casa mi disse questo: state attenti, loro hanno le armi e noi no; se creiamo degli scontri può succedere qualcosa. Lui aveva lavorato 12-15 anni in miniera in Germania, parlava il tedesco, il suo scopo era proteggere tutti noi. Noi eravamo in questo palazzo ed eravamo circa 20-25 persone tra uomini, donne e bambini. Lui fu molto protettivo con noi.
Avevamo la camera al piano superiore e, una notte che pioveva, alle 2 di notte sentimmo bussare alla porta: era un tedesco che diceva in tedesco «fuori dalla porta!». Il padrone dice «state calmi» e uscì, li teneva a chiacchierare con due bottiglie di vino … La mattina, alle 8 non si sentiva ancora niente, i tedeschi erano usciti senza far rumore, questo perché c’era un rapporto quasi di amicizia con il padrone di casa. Ho visto fare esplodere ponti, mura, ho visto un mitragliamento degli aerei americani oltre a delle persone che son morte a 20 metri da me, e io non lo sapevo perché ero chiuso dentro; quando siamo andati a vedere c’era un camioncino che trasportava delle persone, ed erano tutti morti. Non c’erano più i trasporti pubblici. A un certo punto ne vedevamo così tanti che non rimanevamo più impressionati. Quando raccontiamo queste scene ci sembra di vederle: le abbiamo proprio memorizzate.

03 Gesto©Virgilio Sieni (7)-1

Avete fatto teatro altre volte? O questo spettacolo con Sieni è il primo?

Oriano: No, questa è la prima volta che facciamo teatro con lui, ma abbiamo fatto teatro. Ho iniziato a 14 anni … e abbiamo smesso 2 anni fa per motivi tecnici, sempre a livello amatoriale. Abbiamo fatto teatro in lingua, teatro dialettale, televisione, radio, cinema, delle comparsate. Ci divertivamo, senza prendere un gran che: a Bologna le comparse venivano pagate poco, mentre a Milano e a Roma avevano altri prezzi. Poi anche perché noi prendevamo parte a scene diciamo di secondo e terz’ordine. Il regista vero produceva con i veri attori, le sedi di controllo le davano in mano a una compagnia, gli attori principali con noi non si erano mai visti… Noi prendevamo 70 mila lire e dovevamo pagare le altre funzioni burocratiche.

Come mai siete qui a lavorare con Sieni?

Oriano: Siamo stati chiamati da Bruna per venire oggi (venerdì 21, ndr). Ha detto che ci dà 100 mila euro a testa! (ride) Abbiamo ricevuto qui l’ottava e la decima tessera, veniamo a teatro ogni tanto. In un condominio qui, in via Casini n. 4, in una bella torre lunga, abbiamo una televisione condominiale: il regista che la gestisce è quel signore seduto là (indica il signore), la tv è attiva 24 ore su 24, gestiamo dei programmi, lei si occupa del programma di cucina, io della storia di Bologna, o di storie del Medioevo.

Gabriella: Ci ha tenuti uniti questa cosa, molto, 72 famiglie unite, quindi la torre ha contribuito…

Oriano: C’è anche un particolare, è stata giudicata televisione condominiale mondiale. Sono venute le televisioni d’Europa a farci delle interviste, queste televisioni venivano, ci riprendevano. Anche la Rai ci ha invitato, per esempio a Domenica In ci hanno dedicato 10 minuti poi allungati a 35 minuti.

03 Gesto Abbracci©Virgilio Sieni (7)

Che cosa vi aspettate da questo spettacolo che coinvolge generazioni molto diverse, giovanissimi e anziani?

Oriano: Divertimento.

Gabriella: Passare il tempo con altre persone, in casa siamo noi 2 soli, abbiamo solo un gatto, i figli son via da tanto. Il condominio è buono, ma ognuno sta per i cavoli suoi in certi momenti …

Cosa pensate dei bambini d’oggi?

Gabriella: I bambini d’oggi sono molto svegli, perché l’istruzione è diversa. Vedono più lontano le cose.

Oriano: È difficile anche tenerli a bada, perché sono cambiati i genitori; prima il genitore era possessivo, adesso fa fare tutto quello che il figlio vuole.

Valentina Fiori

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