Diari Cena Pasolini (1). La grande famiglia della Corale di Carpi

Nell’aria si respirava quella freschezza tipicamente giovanile, in alcuni casi quasi infantile, ingenua. Parlare con loro significava ringiovanire perché colpiva la loro meraviglia e il loro stupore per le piccole cose e i piccoli gesti legati al linguaggio del corpo. Non si tratta di un semplice coro ma di un gruppo di persone rinate grazie alla musica, alla danza, al teatro, trascinate dal vortice dell’arte da cui, ormai, non riescono e non provano a uscire. Siamo andati a Carpi per vedere le prove di Cena Pasolini, spettacolo che chiuderà la rassegna bolognese dedicata a Virgilio Sieni, in prima assoluta il 3 (ore 21) e in replica il 4 aprile (ore 19.30) al Palazzo del Podestà. Siamo entrati al Circolo Polivalente “Loris Guerzoni” di Carpi, dove prova l’Associazione Corale “Giuseppe Savani”, abbiamo preso un caffè con gli anziani signori assidui frequentatori di questo spazio che, oltre al bar, ha due grandi stanze adibite a sale prove usate anche per corsi di danza.

Perennemente attivi artisticamente dal 1975, data in cui inizia a crearsi il coro sotto la direzione di Mara Luisa Cavazzoli, già dal 1986 i coristi decidono di crearsi una propria identità e non fungere solo da supporto nelle celebrazioni religiose. La svolta arriva con Giampaolo Violi, allora giovane musicista carpigiano molto attivo che propone diverse modalità di esecuzione indirizzando il coro alla madrigalistica, e con una Commissione artistica che adotta uno Statuto definitivo per trasformare il coro in un’associazione culturale. Ma ci sarà una crisi tra dirigenza amministrativa e conduzione artistica che porterà la Cavazzoli a abbandonare il coro dopo dodici anni, lasciando la direzione nelle mani del maestro Violi. Comincia un’evoluzione molto produttiva confermata nell’89 da molti successi, dalla collaborazione con il coro ungherese Ferencz Liszt e dall’avvicinamento a istituzioni musicali del territorio, tra cui gli Istituti Musicali Pareggiati di Carpi e di Modena e la Scuola di danza classica Policarpi, per scambi culturali con artisti tedeschi. Dagli anni 1990 al 2000 questi signori si sono distinti con tante esibizioni che non interessano solo i territori locali. Tra traversate in Germania e Francia, iniziano a avere riconoscimenti, a vincere concorsi (secondo posto al Concorso Corale 2001), e a sperimentare svariati generi, dal pop-rock, folk, canzone italiana, al sacro e rinascimentale, allontanandosi dalla coralità tradizionale. Nel 2013 c’è l’incontro con Virgilio Sieni per lo spettacolo Home quattro case, rappresentato al festival Vie di Modena, incontro che prosegue nello stesso anno a Marsiglia per Trois Agorà, spettacolo sempre di Sieni prodotto da Marseille 2013 Capitale Europea della Cultura. Nel 2014 l’associazione approda alla Biennale di Venezia e collabora con Virgilio Sieni nel progetto Vangelo secondo Matteo diviso in 27 quadri, cantando e danzando in Deposizione e Crocifissione.

MG_5955_sRGB-2

Vangelo Secondo Matteo di Virgilio Sieni, 2014

L’attesissimo Cena Pasolini, è uno spettacolo che coinvolge 65 interpreti che si esibiscono in cinque scene diverse accompagnate dalle voci di questa corale, che oltre a cantare si muove nello spazio. Gentili e disponibili, i coristi ci hanno fatto accomodare in sala indicandoci il punto acusticamente migliore per ascoltarli. Nonostante fossero solo delle prove si carpiva già la delicatezza e la sacralità delle coreografie di Sieni e la potenza delle voci precise e diverse ma che si incastrano tra loro perfettamente. Spiando e ascoltando veniva spontaneo immaginare la scena vera e propria e forse sono stati proprio quei vuoti, quelle immagini che finivano di definirsi nella mia testa a incuriosirmi maggiormente: vedere le prove è stata forse una mossa sbagliata, un assaggio che non è bastato al mio palato. C’era un’atmosfera quasi intima, un aiutarsi reciproco tra gli attori e le due assistenti, Gaia Germanà e Daina Pignatti. Tutto questo mi ha spinto ad avvicinarmi a tutti loro, per capire cosa li spingesse a impegnarsi così tanto, da dove nascesse quella generosità artistica a volte difficile da incontrare, qual è stato il loro percorso personale e cosa significa l’esperienza spettacolare, darsi alla scena e al pubblico. Sono stata inondata da emozioni, dalle loro emozioni, da occhi luccicanti di gioia, dalla voglia di vivere e di mettersi in gioco anche a sessant’anni. È giusto allora condividere le sensazioni di questi artisti/amatori con tutti, poiché sono la dimostrazione che ogni forma d’arte, in questo caso la danza e il canto, dà senso alla vita e ci conduce al miglioramento. Sul sito dell’associazione scrivono: «Da anni viviamo in questo eden. Arriviamo, parcheggiamo senza difficoltà, prendiamo un caffettino al bar e poi si canta. E chi lo abbandona più il Circolo? È stato la nostra scialuppa di salvataggio sulla quale ci siamo arrampicati per salvarci dal freddo delle scuole e dagli incubi del mattatoio. Possiamo appendere gli spartiti al chiodo con la certezza di ritrovarli domani. Sul muro imbruniscono i nostri ricordi di quarant’anni di coro».

Le interviste

Giampaolo Violi (maestro): «Questa volta, diversamente da Crocifissione, ci siamo adattati a un lavoro già formato che abbiamo potuto vedere prima e l’approccio musicale è più emotivo e spezzato. Rispetto allo spettacolo precedente lo stile è differente ma entrambi i brani cercano di lasciare campo alle coreografie che, in questo caso, sono anche sonore, e quindi ho cercato di creare spazi acustici per battiti di mano e suoni che vengono dai danzatori. Crocifissione ci ha lasciato una coscienza diversa, sviluppando nuove potenzialità espressive, è un lavoro che ci ha dato molte soddisfazioni ed è bello che sia stato rinnovato l’invito a collaborare nuovamente per questo nuovo progetto».

Home quattro case di Virgilio Sieni, con la Corale Savani, 2013

Home quattro case di Virgilio Sieni, con la Corale Savani, 2013

Paolo Cervigni (basso): «Il nostro coro danza e fa da colonna sonora agli altri gruppi. Siamo partiti lentamente seguendo il maestro che crea le musiche che sono adatte al movimento. Ho un’impressione bellissima di questo progetto, Cena Pasolini, perché ho 63 anni, non canto da tanto in coro e quando abbiamo conosciuto Sieni è stata una prova e ci poi ci siamo perfezionati. È bello fare qualcosa che piace, a Venezia cercavo di non guardare il pubblico perché c’era gente che piangeva emozionata, riuscivamo a dare emozioni e questo ovviamente ci faceva piacere. I movimenti singolarmente possono non significare niente ma coralmente suscitano emozioni, è quello che deve far l’arte, noi siamo solo degli esecutori però chi crea è davvero un’artista».

Lara Bertesi (soprano): «In Crocifissione facevo parte del gruppo degli attori, cantavo e danzavo. È stata un’esperienza molto intensa e forte che ci ha anche legato molto come coristi, vivere tante ore insieme, doversi intrecciare coi corpi, dover sudare insieme ci ha fatto sentire fratelli e abbiamo dovuto rompere tanti tabù, nel senso che ci siamo adattati a situazioni diverse da quelle quotidiane. In Cena Pasolini ci sono meno attori, alcuni sono nuovi e noi canteremo. La danza per me è una disciplina nuova, io ho solo seguito le indicazioni di chi con tanta pazienza mi ha insegnato. Per mesi e mesi abbiamo studiato, è stato un lavoro molto curato. Sembra semplice muovere un polso, una mano o un braccio, in realtà ogni parte del corpo ha un suo percorso e, se un movimento non veniva come dicevano Sieni e le sue assistenti, noi dovevamo riprovare finché non riusciva il gesto perfetto. Questa è una bella esperienza, unisce e arricchisce, mi ha aperto la mente e significa molto per me perché mi dà la possibilità di vivere nuove esperienze, sempre molto forti, con il mio coro e con persone esterne che ho conosciuto grazie a questi spettacoli».

Vangelo Secondo Matteo di Virgilio Sieni, 2014

Vangelo Secondo Matteo di Virgilio Sieni, 2014

Maria Vittoria Vecchi (soprano): «Per me è stato importante affidarmi, abbiamo iniziato a lavorare con Sieni in una settimana intensiva. È stato bello dire “mi affido” guardando cosa succedeva al mio corpo e al mio gesto. Mi consegnavo a qualcuno che mi faceva vedere cose e mi chiedeva di essere qualcosa. È stato semplice perché Sieni è stato capace di darci delle immagini, con parole e metafore, e di farci muovere in modo naturale usando il nostro corpo e la nostra gestualità. In realtà non si è trattato di imparare ma di ascoltare e seguire delle suggestioni molto larghe e aperte. In Crocifissione ho sentito che c’era qualcosa che ci ha legato, lo capivo dagli sguardi, passava una storia che ci apparteneva, nel coro accadeva qualcosa che non accadeva prima, c’era un legame più profondo che attraversava il corpo, forse, un canale più antico delle parole. Una volta Sieni ci ha detto una cosa che mi colpì molto, noi eravamo stati per lui come “un’enciclopedia dei gesti dell’umanità scritti nel corpo da un tempo molto antico”, questa cosa mi emoziona molto e me la porto dentro quando faccio delle cose che a volte mi sembrano goffe, anche se quello che sto facendo può sembrarmi inadeguato, in realtà, fa parte di questa lunga storia molta lontana e ha un senso e significato in tutto questo».

Giuseppina Monaco (contralto): «Per me è stata una sorta di simpatica sfida dato che ho avuto un ictus dieci anni fa e di conseguenza il mio corpo è cambiato molto. Ho dovuto reimparare attraverso questa musicalità del corpo, anche con altre persone, e riuscire a ritrovare questo equilibrio e desiderio di muovere il corpo in modo nuovo. Con i miei compagni ho trovato interessante capire come ci si trasforma e relaziona in base alla musica e a quella che con Sieni chiamiamo danza, ma che in realtà è molto strana, gestuale e naturale. Attraverso questi movimenti lenti e improntati all’ascolto è come se fossimo stati un unico organismo in cui agiva qualcosa di più grande, tutto era molto connesso come in un’onda morbida che avanzava, comprendeva e ci prendeva. Le emozioni sono state forti e credo che questa lentezza dei movimenti sia il ritmo dell’anima».

Home quattro case di Virgilio Sieni

Home quattro case di Virgilio Sieni

Isa Caiumi (contralto): «È un’esperienza che dà forti emozioni. Mi preme dire che Sieni rende tutto facile anche se non sembra. Cerca di far capire il movimento, e lo fa capire, rendendolo accessibile a tutti».

Simona Righi (soprano): «Questa esperienza con Sieni ci ha portato a una grande crescita a livello personale e anche del coro, ci ha fatto misurare con un universo per noi sconosciuto e ha rinsaldato anche dei rapporti tra di noi perché ora ci conosciamo in vesti che non abbiamo mai sperimentato prima, ha migliorato anche i rapporti con le persone. Cantare separati era una cosa che non facevamo, siamo abituati a cantare divisi in sezioni (bassi, soprani, tenori, ecc), invece, in questo spettacolo, siamo mescolati e quindi anche le voci sono fuse e creano una sonorità nuova rispetto a quella a cui eravamo abituati. Quando sono sul palco cerco di essere in sintonia con le persone con le quali collaboro di modo che si crei un’emozione e venga esternata, è come se il pubblico non ci fosse, sento e guardo solo le persone che ho vicino».

Carlo Alberto Setti (tenore): «La danza ha migliorato i rapporti individuali e collettivi, soprattutto toccare gli altri è stata una cosa nuova, non eravamo abituati a farlo, ci toccavamo solo con la voce, è una sensazione diversa. Sul palco cerco di avere la massima concentrazione per riuscire a trasmettere al pubblico un’emozione, una sensazione particolare, proprio perché si tratta di spettacoli particolari. L’obiettivo è di coinvolgere emotivamente il pubblico».

Daina Pignatti (assistente di Virgilio Sieni): «Credo che non ci sia una tecnica per fare questo lavoro, ma che ci sia una vita. Non è approcciarsi a una categoria, è trovare il tempo e il modo per incontrare ogni persona. Tra i bambini ci sono studenti di danza ma non ti puoi approcciare come se fossi in una classe. Devi accompagnare e cogliere ognuno in un appuntamento con il pensiero di Virgilio. Non credo esista un modo e una tecnica. C’è sempre una grande diffidenza iniziale poi arriva il momento dello stupore reciproco, non è una classe ma una relazione, come direbbe Sieni, una “postura” nell’incontrarsi. C’è il momento in cui li accompagni con pudore poi ti stupisci per un movimento, per chi ha abbracciato l’altro e non aveva paura, per chi è riuscito a sedersi a terra, per una luce negli occhi. È una specie di strana famiglia, siamo tantissimi assistenti ma alla fine è come andare dai cugini. Anche noi ci mettiamo molto in gioco, se non lo facessimo non potremmo stare bene su questa nave e non potremmo fare questo lavoro. Sono stati costruiti affetti, amicizie e geografie strane. Per esempio alcuni di loro hanno conosciuto le cerbiatte (bambine che hanno iniziato alcuni anni fa a danzare con Sieni, ndr) che adesso sono bellissime ragazze e sono diventati i loro nonni».

Gaia Germanà (assistente di Virgilio Sieni): «Bisogna sintonizzarsi con le persone con cui si andrà a lavorare, bisogna anche un po’ conoscerle e capire quali sono le chiavi per sbloccarle. Tutti all’inizio pensano di non riuscire e di non arrivare in fondo, è bello che si affidino e che si donino a noi ed è bella la relazione che si crea. È una specie di innamoramento, a un certo punto non riescono più a farne a meno. A volte questa grande famiglia si incontra dopo tanto tempo per lavorare insieme ed è una festa, un ritrovarsi e ricostruire o costruire qualcosa, una scusa per stare assieme attraverso il movimento. Passare del tempo con loro è piacevole, stupiscono anche noi, è arricchimento per entrambe le parti».

Alessandra Corsini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...