Al lavoro con Virgilio Sieni. Un fotoromanzo

Capitolo I
In Cerchio
Figura 1Per te, che cerchi una didascalia esplicativa per quest’immagine: focalizza l’attenzione sulla posizione in cui sei in questo istante, non modificarla. Studia col pensiero e con un ascolto interno qual è la postura che il tuo corpo ha scelto di assumere automaticamente per potersi concentrare meglio o sentirsi a suo agio. Quello che senti è legato al concetto di archeologia, ossia il sistema neurale, articolare e muscolare che va a formare una tua memoria, un tuo archivio fisico imprimendo una traccia che, come evidente da questa immagine, ognuno ha differente, poiché ogni vita e memoria è differente, pur stando tutti “ugualmente” seduti per terra con le gambe distese. Questo ci ha consentito un azzeramento per ampliare la nostra visione di semplicità del gesto, di movimento essenziale, nel tentativo di detronizzare i codici e i meccanismi strutturati che “infiorano” quotidianamente il nostro gesto cosciente.

Capitolo II
In coppia
Figura 2Copiarsi, come facevamo da bambini. Perché l’uomo è un essere che non smette mai di imparare e imitare a proprio modo l’altro, in modo sano. Come da piccoli con un genitore o un fratello maggiore. Un gioco che consente di capire com’è fatto l’altro, cosa recepisce da noi, ma soprattutto tramite lui possiamo vedere noi stessi e come ci percepisce. Rivedremo perciò dalla sua copia quali sono le nostre particolarità, i nostri assestamenti e le nostre scorciatoie.

Capitolo III
Camminare
Figura 3Come si può camminare? Si possono sperimentare altri modi per spostarsi? In questo caso una partecipante ha optato per linee curvilinee: la schiena è leggermente chinata in avanti, le caviglie sono girate verso l’interno. Il bacino si scardina come se il movimento nascesse proprio da lì, la pianta del piede si alza poco, striscia sul pavimento cercando nuove vie. Le braccia sono senza forza, ciondolano di lato, davanti e si appoggiano lungo i fianchi. Le movenze sono lente, le articolazioni sembrano addormentate. È proprio nell’istante stesso in cui crea che questa ragazza dà vita a una figura curva, a tratti cupa, che come fa notare Sieni ricorda i corpi di Masaccio. Vediamo un’esplorazione dello spazio che procede con lo studio di una mappatura corporea fatta di ossa e muscoli, ma anche di linee, energie e deformità.

Capitolo IV
Gestualità
Figura 4«Pensate che meraviglia se abitassimo in un mondo in cui tutti camminano in modo diverso, ognuno concentrandosi su parti corporee differenti per dare origine al movimento» (Virgilio Sieni). Sarebbe come trovarsi nel paradiso del gesto e riacquistare un’autenticità corporea che nella quotidianità abbiamo perso da tempo. Pratiche corporee originali e oneste, che riflettono perfettamente all’esterno il pensiero e l’identità degli individui, andrebbero a formare un infinito atlante gestuale.

Capitolo V
Ascoltarsi
Figura 5Studiare il nostro scheletro e le nostre giunture attraverso gesti lenti per capire come calibrare l’energia e come usarla. Cercare l’appoggio migliore e sentire in che punto del corpo parte il movimento per dargli la giusta spinta e permettergli di continuare. Conoscere la propria muscolatura per sapere come sorreggersi sul proprio gomito, o ad un’altra parte del corpo, e poi affidarsi alla scia del movimento. Tutto questo è alla base di uno studio preparatorio che col tempo ci permette di avere una giusta maturità e consapevolezza corporea, di modo che si possa padroneggiare una dinamica che sappia cogliere e penetrare anche la velocità.

Capitolo VI
In coppia 2
DSC_1713
Non dobbiamo avere fretta, i nostri corpi per dialogare hanno bisogno di sentirsi e armonizzarsi fra di loro, come se dovessimo accordare uno strumento per poter suonare la più bella melodia mai sentita. Gesti che si susseguono come note in uno spartito, forti o delicati ma mai abbandonati, che vanno a creare la propria variazione.

a cura di Alessandra Corsini, Alice Murtas, Lorenza Paniccià, Cristina Tacconi

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