Aspettando il gran finale. Alle prove generali di Cena Pasolini

Due sguardi, due firme, per raccontare in anteprima le prove generali di Cena Pasolini.

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foto di Virgilio Sieni realizzata durante la prova generale

Oggi, primo aprile, i cinque gruppi delle cinque cene di Cena Pasolini provano per la prima volta tutti assieme a Palazzo Re Enzo, coordinati dal loro coreografo Virgilio Sieni e dalle assistenti. Il punto di ritrovo è Piazza del Nettuno, via via diventiamo sempre di più, con l’aria allegra da italiani in gita! Ci si guarda attorno, si scruta il prossimo, non tutti si conoscono ancora, soltanto oggi in maniera ufficiale saranno presenti tutti gli “apostoli”.
Iniziamo a entrare e sentimenti come trepidazione, attesa e curiosità si fanno largo mentre riempiamo il grande stanzone adibito a spogliatoio e sala relax. Si comincia, si comincia!
Finalmente ci spostiamo nel Salone del Podestà e restiamo senza parole di fronte ad un ambiente così grande. Quasi si scompare là dentro. Ma ci si fa forza tutti insieme e gli “apostoli” iniziano a prendere posto nei loro riquadri. La concentrazione è palpabile, sembrano tutti investiti di un importante compito e i loro volti parlano una lingua universale, quella della potenza del gesto. Poi subentra la meraviglia: ogni partecipante prova stupore nel vedere e ascoltare le particolarità degli altri gruppi. Ci si scopre a vicenda e si rimane impressionati da ciò che accade negli altri quadri, ma ci si impegna a restare concentrati e imperturbabili. Da spettatrice credo si possa solo godere di una visione del genere: una campionario di corpi in movimento che si dispiega davanti ai miei occhi. Tanti volti, tanti gesti, tanta umanità in vetrina, tanta bellezza, un vero campionario tenuto insieme dal piacere di muoversi. Pronti e in allerta ad ogni indicazione di Sieni, il tempo passa, i minuti diventano ore, ma la concentrazione rimane la stessa fino alla fine. Arrivati al termine del pomeriggio di prova il bilancio è più che positivo e tutti tirano un respiro di sollievo, andando a casa più spensierati. Oggi ultime rifiniture in attesa del debutto di domani!

Lorenza Paniccià

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foto di Virgilio Sieni realizzata durante la prova generale

Ho avuto la fortuna di assistere alle prove generali per lo spettacolo Cena Pasolini e di vedere, dunque, Sieni all’opera mentre organizza, spiega, dispone. Ho visto disegni, figure fatte col corpo o fatte col gruppo prendere vita. Mi sono resa conto di come sia tutto in divenire, di come il coreografo maturi le idee al momento e della sua abilità nel materializzarle, ma, al contempo, di come sia tutto studiato, preciso, con uno scopo e una valenza per ogni movimento. Interessante, ancora, è stato vederlo lavorare con gli interpreti che, nonostante siano amatori, hanno recepito, senza interferenze, le sue indicazioni.

Tutto lo scenario è pervaso da un’aura solenne: l’ambientazione, il Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo, la musica, l’Agnus dei cantato dal vivo dalle magnifiche voci della Corale Savani (i cui interpreti saranno in scena e parteciperanno alla rappresentazione), i gesti lenti, meticolosi, le espressioni gravi che caricano la scena generale di pathos. Parlano di passione, della Passione di Cristo. Siamo in un campo solenne, austero, un campo già superbamente percorso dai grandi della pittura, un campo che deve essere raccontato con parole severe.
Proprio per questo richiamo all’arte un altro elemento che ho trovato suggestivo è stato l’abbinamento dei colori dei costumi di scena, semplici, elementari, t-shirt e pantaloni prelevati direttamente dagli armadi di casa, ma accostati, “scelti”, in modo da evocare alla mente le celebri deposizioni della pittura manierista fiorentina, ma ancora di più la citazione testuale (data già dal titolo) di Pasolini.
Sessantacinque interpreti divisi in cinque gruppi. Ogni gruppo caratterizzato da una specifica appartenenza generazionale (tema ricorrente, come abbiamo avuto modo di vedere), anziani, bambini, donne, adulti e coro. Ogni gruppo lavorerà col suo tavolo col quale interagirà in modo diverso. Ogni gruppo rappresenterà una cena, un’ultima cena!

Queste sono solo alcune delle anticipazioni che posso fornirvi in attesa della chiusura della rassegna, un finale che si prospetta maestoso. Un saluto da parte di Sieni alla città di Bologna, omaggiandola con uno spettacolo che porta il nome di uno dei suoi grandi.

Sara Coluccino

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