Lo sguardo oltre l’ombra: Il seme del piangere secondo Rossella Mazzaglia

Uno sguardo intimo nelle pieghe dell’altro, pieghe di un corpo diverso che si mostra nella sua fragilità. E la cattura di questo sguardo oltre l’ombra, nel ripiegamento di quei corpi, in singoli refoli, amalgamati da ondate di movimento che avanzano e si richiudono solo per avvicinarsi ancora, fino al proscenio e quasi oltre, nel contatto suggerito e ricercato con il pubblico.

seme
Così, in Il seme del piangere, si svela il gesto del danzatore cieco, della tredicenne di origini indiane, della ragazzina down; così, quello del danzatore in abiti da saltimbanco in rosso, doppiato al femminile da una danzatrice, suo contraltare e specchio. Ne sentiamo prima, seduti in sala, il vociferare e il frastuono congiunto al di là di una porta chiusa; poi, l’insolita famiglia si presenta, camminando piano e fissandosi in un angolo, luogo marginale per eccellenza: immobile come una fotografia, come il ricordo forse di un mondo circense remoto, custodito e immaginato nell’evocazione esplicita dei melanconici arlecchini di Picasso.
La piega cui l’intero progetto di Sieni per Bologna e per Firenze rinvia qui sembra, però, richiamare piuttosto la doppiezza dei quadri barocchi intuita da Deleuze e di cui la bipartizione allude a una duplice tensione: la materia dei corpi verso il basso e, in alto, la spiritualità dell’anima. Ora, in Il seme del piangere la piega mostra un’altra duplicità: della comunione tra le differenze, scavando nell’unione di un quadro in continuo movimento e svelando la pienezza dell’alterità. Laddove il gruppo si muove con gesti lenti o in rapide sillabazioni  che avvolgono e dirigono i corpi entro un percorso comune dal buio alla luce, calamitandoli dentro una stessa dinamica, nelle brevi sospensioni e nella specifica metrica si scorge, invece, l’eco di una trasmissione individuale, in cui l’imperfezione si tramuta in preziosa e commovente unicità. La scorgiamo nello sguardo instabile di Giuseppe Comuniello; nell’incerto rallentamento di Alma, l’adolescente down, nelle sue labbra socchiuse che sembrano accogliere e rispondere al messaggio che gli altri interpreti le inviano; nel professionista, “costretto” a ritrovare un’altra dimensione dell’essere in scena, attraverso l’ascolto del proprio corpo, che assorbe e ritrova dentro di sé l’alterità di chi gli è vicino, il suo tempo e il suo peso nel reciproco dialogo. Nel suo corpo, che così si approssima e ci avvicina anch’esso a ciò che ancora ignora, eppure gli appartiene.
“Pon giù il seme del piangere e ascolta” dice Beatrice, incontrando Dante nel Purgatorio e il suo monito, ritrovato e riproposto in versi degli anni Cinquanta da Giorgio Caproni, si associa al bisogno di luce, di una candela che apra una vela timida nella tenebra. Con inusuale restituzione mimetica per Sieni, all’euforica baldoria del fuoriscena di inizio spettacolo segue un rinnovato prologo: l’ingresso di un saltimbanco solitario che, accostato il capo al muro, piange, deponendo un oggetto al suolo, forse il pennino che strusciando scricchiola nella notte, bagnando la mente di pianto; certamente, la restituzione scenica e visibile di quel seme cui l’intera opera metaforicamente allude. Il cammino dei nostri saltimbanchi inizia lì, con questa deposizione, ed è così che si fa esodo: uscita.
Uscita dal buio e cammino attraverso una luce che porta al pubblico e, prima che la musica si esaurisca, ne accoglie la voce, un lungo e commosso applauso.

Rossella Mazzaglia

Rossella Mazzaglia è ricercatrice all’Università di Messina e docente nella stessa di Storia e tecnica della danza e del teatro, Discipline dello spettacolo e Metodologia della rappresentazione teatrale e ha visto insieme a noi lo spettacolo a Cango la scorsa settimana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...