Stanze Segrete a CanGo: cinque coreografie per giovanissimi danzatori

La rassegna “Nelle pieghe del corpo” parte con il secondo ambito tematico. Dopo i Paesaggi del gesto di aprile, dal 15 al 29 maggio si passa a Stanze Segrete, un progetto in cui cinque coreografi (Jari Boldrini, Elena Giannotti, Marina Giovannini, Giulia Mureddu e appunto Cristina Rizzo) dedicano le loro creazioni a interpreti giovanissimi. La stanza segreta è come un luogo di transizione, una sorta di prologo che introduce Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri – spettacolo storico della Compagnia Virgilio Sieni –, undici quadri di guerra che ci raccontano, attraverso la complessità e l’attualità del corpo, undici date emblematiche di conflitti spazialmente e temporalmente vicini, sullo sfondo degli undici brani che compongono le tre Sonate di Bach. Stanze segrete parte dal presupposto di aprire una nuova modalità alla trasmissione, attraverso un percorso coreografico in cui la didattica prende una forma diversa dal concetto canonico di studio, come afferma Virgilio Sieni: «Con Stanze Segrete, l’Accademia sull’arte del gesto inizia a includere anche percorsi di altri artisti e coreografi che hanno la vocazione della trasmissione che, senza interrompere il loro lavoro personale, si prestano a “toccare” anche interpreti giovanissimi».

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Questo progetto nasce come primo seme rivolto ai preadolescenti, continuando l’esperienza dei “Cerbiatti del nostro futuro”, con brani di una durata molto circoscritta (10/15 minuti), per dare un giusto peso alla visione associata a Sonate Bach. È un’apertura dell’Accademia ad altri creatori, che li firmeranno, e anche – continua Sieni – «la durata limitata ha lo scopo di non appesantire il loro carico, vista la delicatezza della dimensione coinvolta». Ognuno dei coreografi ha lavorato con giovanissimi danzatori diversi, e ha costruito coreografie senza una tematica unitaria; il vero tema di Stanze segrete è «proprio l’idea che coreografi con una certa esperienza inizino a dedicarsi in forma continuativa a interpreti giovanissimi, in un modo che raramente accade in Italia». La serata avrà un’articolazione per spazi distinti: la “stanza segreta” sarà la sala media dei Cantieri Goldonetta, in cui andranno in scena le varie performance dei cinque coreografi, mentre nella sala grande seguirà Sonate Bach.

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L’inaugurazione del progetto avverrà con Quartetto di Cristina Rizzo che sarà in scena dal 15 al 17 maggio. Quartetto, liberamente ispirato dagli Events di Cunningham, nasce dal desiderio di trasmettere una nuova esperienza del corpo attraverso il confronto con qualcosa che è già esistito: quattro giovanissime interpreti riattraversano con il loro corpo un nuovo modo di costruire e vivere la scena. Alla precisione si alterna l’organico fluire del caso, alla ricerca di un movimento vissuto e mostrato come pura forma.

Dal 19 al 21 maggio sarà la volta di Marina Giovannini che propone Sette Accordi Facili, un lavoro costruito attorno a sette regole nate come indicazioni per ricordarsi la coreografia, sette coordinate magiche che diventano un invito a indagare i meccanismi della sincronia e della coincidenza, in un microcosmo di riflessi e rispecchiamenti continui.

Successivamente, dal 22 al 24 maggio la stanza segreta sarà occupata da Un mondo nuovo di Elena Giannotti, un lavoro che si pone come un tentativo da parte della coreografa di far nascere nelle giovani danzatrici una coscienza e una consapevolezza di quello che vuol dire “fare” danza utilizzando diversi modi di comunicare la coreografia, partendo dal più semplice per le bambine che è la mimesi, ma soprattutto lasciando loro uno spazio di creazione del movimento.

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Dal 26 al 27 maggio andrà in scena Ester e Vievien. Studio #1, di Giulia Mureddu uno studio coreografico che indaga i mutamenti del corpo in relazione al rapporto con l’altro: due giovanissime danzatrici verranno invitate alla condivisione di uno spazio ristretto, in un dialogo serrato di equilibri e fughe, sostegni e ripulse.

A chiudere il progetto, dal 28 al 29 maggio, sarà Jari Boldrini con Verso una visione caleidoscopica, un’esplorazione verso i confini dell’immaginario, in cui lo spazio muta allo stesso modo del peso dei corpi in viaggio verso quelle nuove scoperte che la vividezza della fantasia rende concrete e reali.

Nelle intenzioni di Virgilio Sieni, Stanze Segrete, così come Family e Paesaggi del gesto, non sono dei progetti episodici, ma titoli che molto probabilmente torneranno nelle prossime stagioni:

«A me piacciono molto i ritorni, così come dare continuità e non cambiare l’artista ogni volta, ma anzi creare lo spazio per una verifica chi si protragga nel tempo. Paesaggi del gesto, Stanze segrete e Family (in scena in giugno a Cango) sono titoli che torneranno, alcuni coreografi si ripeteranno, altri saranno nuovi, ma l’esperienza di alcuni vertici delle ricerche dell’Accademia verranno portate avanti. Esperienze come il Seme del piangere che ha focus su Giuseppe Cumuniello o Nido di Luce sul Butterfly Corner sono aspetti dei Paesaggi del gesto che troveranno la loro radura. Per Stanze segrete, in futuro, la prima intenzione è quella di destinarvi vari spazi dell’Oltrarno – come feci due anni fa per un altro progetto – e porre le basi di un Festival eseguito da giovanissimi interpreti, nuovamente dedicato ad altri coreografi, con una particolare geografia di spazi in Firenze. Credo sia importante portare avanti un percorso del genere, perché è importante che certi nuclei di giovanissimi danzatori inizino a frequentarsi tra loro, e il fatto di avere spazi diversi acuisce la loro curiosità; inoltre questo è innanzitutto un percorso di formazione e far vedere a loro i diversi modi di presentarsi in palchi differenti è un altro elemento didattico molto importante».

Francesca Gennuso

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2 risposte a “Stanze Segrete a CanGo: cinque coreografie per giovanissimi danzatori

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