Davanti al dolore degli altri: memoria in danza dell’orrore

Ieri sera Jari Boldrini con la sua Una visione caleidoscopica ha concluso il ciclo di Stanze segrete, progetto della Compagnia Sieni che unisce cinque coreografi con giovani danzatori dai 9 ai 13 anni nella creazione di coreografie pensate ad hoc. Parallelamente si è chiusa anche la messa in scena di uno degli spettacoli di repertorio della Compagnia, Sonate Bach_di fronte al dolore degli altri, viaggio danzato attraverso 13 anni di storia contemporanea, che ripercorre luoghi e date dei conflitti più devastanti dell’ultimo secolo.

Rappresentando quasi l’antitesi l’uno dell’altro, i due spettacoli si svolgono in successione temporale. Lo spettatore si muove dalla sala mediana dei Cantieri Goldonetta alla sala principale e viene mosso anche a due momenti di riflessione differenti. Le Stanze segrete ci ricordano che la danza ha questa fondamentale funzione di trasmissione di leggerezza e bellezza, incarnata perfettamente dai giovani interpreti, ma subito dopo la stessa diviene una sorta di reportage danzante, strumento mediatore tra vista e memoria che lascia emergere un ricordo collettivo sopito.

Page0001

Illustrazione di Daniela Colamartini

 

Jenin, Sarajevo, Kabul, Tel Aviv, Srebrenica, Istanbul, Gaza, Beslan, Baghdad, Benthala, Kigali.

Che cosa proviamo messi di fronte al dolore altrui?

I canali di comunicazione mediatica veicolano quotidianamente ogni sorta di raffigurazione dell’orrore, ma la memoria non afferra, le notizie scorrono sul video e ogni raffigurazione verrà soppiantata da quella che le succederà. Non c’è filtro e l’indifferenza emotiva è il rischio di questa assuefazione visiva.
Lo sguardo cambia se cambia il mezzo.

Undici i brani delle tre Sonate di Bach per violoncello e pianoforte. L’adagio, l’allegro, l’andante, accompagnano movimenti trattenuti e danzati, linee spezzate, didascalie corporee frammentate e ripetute, affermano la bellezza del corpo seppure schiacciato e negato dalla guerra, restituiscono dignità al dolore e a ogni singolo uomo.

Una composizione che si fonda su ossimori.
La base figurativa della coreografia nasce dalle foto di guerra, in particolar modo dalla raccolta fotografica Davanti al dolore degli altri di Susan Sontag, per la quale l’atto stesso del fotografare conferisce importanza a un evento e lo mette in una posizione di osservazione privilegiata. Il frammento fotografico è statico, cattura il dolore e si sofferma su esso, costringe lo sguardo a fermarsi. E guardare la sofferenza rende partecipi, implica la messa in gioco di un senso etico universale. Il fermo immagine dei quadri pittorici creati da Sieni comunica allo stesso modo diretto e innegabile e alla stessa maniera smuove qualcosa dentro. Il tragico diventa sublime perché crea uno stato emozionale. La stessa bellezza di uno scatto da un reportage di guerra che vince un premio Pulitzer è una contraddizione nella quale Sonate Bach si immerge, restituendoci la stessa bellezza di momenti tragici irrisolti nei gesti della danza, nello spezzettamento del corpo e nel riso isterico.
Il senso di disfatta aleggia nei richiami a quelle città e a quei conflitti, quello che si concretizza però è il peso della guerra che si rispecchia nei corpi paradossalmente vivificati da una tensione manieristica che è tragica, da un presenza/assenza di immagini nella memoria, nello spazio e nel tempo. Lasciamo perciò rispondere al suddetto quesito la stessa Sontag che afferma: «Ciò che determina la possibilità di un effetto morale è l’esistenza di una pertinente coscienza politica. Mancando questa, le fotografie del banco del macellaio della storia potranno essere viste come immagini irreali o come un deprimente colpo basso».

Daniela Colamartini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...