Nel silenzio dell’accordo e della lotta: la stanza segreta di Ester e Vivien

La coreografia di Giulia Mureddu, Ester e Vivien. Studio#1, è nata per essere inserita all’interno del progetto realizzato dalla Compagnia Virgilio Sieni in collaborazione con i Cantieri Goldonetta di Firenze, Stanze segrete. Ester e Vivien, appena dodicenni, hanno debuttato in una delle sale di CanGo martedì 26 maggio, dando prova del loro giovane talento. Una fune delimita lo spazio all’interno del quale si svolge l’azione delle due danzatrici, che approcciano con naturalezza un’esplorazione confusa e dinamica delle possibilità del corpo. Travolgente è l’intensità degli sguardi con i quali le piccole interpreti stabiliscono un’intesa tangibile, muovendosi in una danza scomposta e contraddittoria. Questo gioco di fiducia sembra trasformarsi in una lotta, un conflitto interiore inequivocabilmente legato all’età preadolescenziale. La scelta della coreografa di non utilizzare musiche non penalizza la ritmicità del pezzo ma, al contrario, determina un continuo evolversi degli spazi e dei tempi.

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                                 foto_Daniela Colamartini

«Non c’è niente, l’essenziale è invisibile agli occhi. Non c’è niente, basta niente per dormire. L’essenziale è invisibile agli occhi, basta niente per cadere»: le danzatrici ripetono questi versi alternandoli a lunghi silenzi, usando un tono enigmatico che confonde i passi con la poesia.

Beatrice Martinelli

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