Kinkaleri_un’intermittente trascrizione gestuale

A-braccio teso in avanti; B-mano destra tocca spalla destra; C-braccio alzato, curvo, verticale sopra la testa; D…E…F… «We’re gonna have a real good time together, na-na-na-na-na, na-na-na-na-na, na-na…» il brano di Lou Reed viene tradotto da Kinkaleri con un codice gestuale sviluppato nel corso del progetto All! che permette di trascrivere il simbolo alfabetico direttamente sul proprio corpo in una dinamica spazio-temporale.

immagine kinkaOgni lettera – più o meno ripetutamente pronunciata da Jacopo Jenna e Marco Mazzoni davanti a due microfoni – corrisponde a un gesto. Si crea così un loop sonoro e motorio arricchito da piccole variazioni quasi ipnotizzante e non immediatamente comprensibile. Il suono è registrato in console da Francesco Casciaro per essere riproposto remixato come base sonora della coreografia dei due performer. Fin qui sembra tutto molto meccanico e freddo se non fosse per il costume e per i motivetti intonati dopo l’introduzione all’alfabetizzazione. Entrambi in maglietta e pantaloni casual decorati da frange argentee applicate sulle braccia e sulle gambe – proprio quando si comincia a chiedersi quanto durerà questo strano spelling – Jenna e Mazzoni cominciano a canticchiare con un na-na-na ossessivo una successione di brani famosi (dalla sigla di Heidi a Raffaella Carrà, per intenderci) accompagnandoli con buffi balletti da disco pomeridiana anni Ottanta. Il ritmo sembra perfettamente calcolato; anche in questo caso viene da domandarsi se e quando ci sarà un altro cambio di scena… ma ecco che progressivamente i danzatori cominciano a sincronizzarsi nei movimenti sempre più coreografati seguendo una musica elettronica costruita da Casciaro con le loro stesse voci. I suoni si espandono sempre di più mentre i movimenti tornano gradualmente alla quotidianità finché la musica sfuma e il gesto – sempre più minimale – lascia spazio nuovamente alla voce: «Oh, baby, please, please please, please. Please-please-please» ripetono i due performer sudati, sfiniti e divertiti, come se fossero appena usciti da un luna park. Gli spettatori escono dallo spettacolo perplessi, divertiti o sconcertati, soprattutto chi non ha mai visto Kinkaleri o non ha seguito il progetto All!.

Camilla Guarino

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