FIGURINA DI MARINA GIOVANNINI

Sono le quattro giovani interpreti Vanessa Geniali, Lisa Pazzagli, Nina Silvestri e Jessi Zhang ad animare la composizione firmata dalla coreografa Marina Giovannini in occasione di  Umano_ Cantieri internazionali sui linguaggi del corpo e della danza. Formato da quattro brevi azioni coreografiche, variazioni di una stessa partitura, Figurina prende vita in alcune botteghe artigiane dell’Oltrarno dissipate intorno alla sede centrale di Cango, da dove, ogni quindici minuti, piccoli gruppi di spettatori vengono guidati verso la scoperta di questi preziosi piccoli mondi, all’interno dei quali le quattro protagoniste esplorano individualmente le singole strutture del corpo e i loro rapporti con lo spazio, inseguendo le fasi del movimento e l’intensità dell’azione.

foto_Sara Arfanotti

foto_Sara Arfanotti

Marina Giovannini non è estranea al lavoro a contatto con le botteghe artigiane, una delle sue prime esperienze è stata proprio come interprete, durante l’inaugurazione della Goldonetta, sotto la direzione di Virgilio Sieni, il cui rapporto con la realtà artigiana del luogo è un punto ricorrente nella sua attività. Nella sua ricerca verso un linguaggio che privilegia la naturalezza del gesto, tra una prova e l’altra, la coreografa ci racconta la sua esperienza in questo progetto:

«La scelta di costruire un’azione coreografica in un luogo così particolare, comporta vari accorgimenti; si deve prima di tutto tenere conto di interagire con spazi inusuali per la danza, anche senza sapere bene quali saranno: i laboratori artigiani scelti per Figurina non saranno infatti sempre gli stessi, ma varieranno a seconda della giornata di messa in scena dell’azione. Lavorando in spazi così piccoli e soprattutto ingombri di tutti gli utensili del mestiere, la cosa principale che verrebbe naturale ad un danzatore è quella di rimpicciolire il movimento: invece io ho voluto giocare proprio sull’espansione di esso, per cui, insieme alle ragazze, abbiamo lavorato più sulla lentezza, sulla tensione, trattenendo la celerità, cosa che per la loro età (tutte le interpreti sono a cavallo tra i tredici e i quattordici anni) non è assolutamente istintivo, poiché si tende invece a sentire il movimento solo quando si accumula nella dinamica della successione.

foto_Sara Arfanotti

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La base di partenza su cui abbiamo lavorato è un modellino, o meglio, una figurina, intesa come figura di riferimento: ho preparato una traccia coreografica identica per tutte, che poi abbiamo personalizzato individualmente su ognuna, permettendo anche a me di vedere e lasciare libera espressione alle loro caratteristiche e alla loro personalità».

foto_Sara Arfanotti

foto_Sara Arfanotti

«Questa è un’età di metamorfosi completa, che, devo dire, mi affascina moltissimo; si comincia ad avere un’idea di coscienza del proprio corpo e del movimento. Era tanto tempo che avevo voglia di approfondire un progetto con delle danzatrici in questa fascia di età, il rapporto di trasmissione che ne deriva è completo e reciproco. Abbiamo provato insieme, in maniera anche molto veloce e professionale, contemplando una serie di cose a cui le ragazze non sono ancora state abituate nel loro percorso accademico di studio della disciplina, come il cambiare improvvisamente lo spazio. Quasi tutte le interpreti hanno già fatto dei lavori a Cango, con L’Accademia dell’Arte del Gesto, quindi non sono del tutto nuove ad operare in luoghi inusuali, ma se già Cango è uno spazio teatrale non convenzionale, questo lavoro nelle botteghe artigiane lo è ancora di più. Loro comunque lo hanno accolto con una fortissima eccitazione, molto incuriosite e affascinate, talvolta rapite anche dal lavoro dell’artigiano di turno che durante le prove, per esempio, marmorizzava la carta. Alla base di questa ricerca c’è anche, e soprattutto, la relazione che si crea con qualcosa di molto concreto, che è il lavoro artigianale, e qualcosa di invece molto effimero, che è la danza. Durante questo incontro alla fine troviamo un corpo che lavora come materia: in quel momento il danzatore va donandogli una forma e lo trasforma a seconda dello spazio circostante e delle proprie caratteristiche, regalando a entrambi, interprete e luogo, un nuovo e particolare aspetto di destinazione».

  Sara Arfanotti

Figurina sarà visibile nei giorni

domenica 18 ottobre: ore 16, 16.15, 16.30, 16.45
venerdì 23, sabato 24, venerdì 30, sabato 31 ottobre: ore 18, 18.15, 18.30, 18.45
durata 25’

Ingresso libero e su prenotazione

CANGO

Via Santa Maria 25
lun / mon – ven / fri h 10 – 18

Tel. 055 2280525
biglietteria@virgiliosieni.it

2 risposte a “FIGURINA DI MARINA GIOVANNINI

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