Tre dittici per tre giovani coreografe

Claudia Catarzi e la Sagrestia di Santo Spirito, Annamaria Ajmone e la Sala del Fiorino di Palazzo Pitti, Claudia Caldarano e il Salone degli Scheletri della Specola: tre giovani coreografe presentano tre azioni inedite in tre luoghi simbolo dell’Oltrarno e subito dopo nella restaurata Sala Piccola di Cango. Un percorso articolato in due momenti con il pubblico itinerante alla riscoperta di una geografia cittadina segnata da luoghi solitamente ‘invisibili’, luoghi – e azioni – capaci di stimolare una sensibilità dello sguardo troppo spesso assente nella quotidianità.

I tre dittici – in cui la stessa azione viene posta in risonanza con uno spazio esterno e poi “depositata” nella sala Piccola di Cango – nascono appositamente per UMANO, Cantieri internazionali sui linguaggi del corpo e della danza. Vediamoli uno per uno.

C. CATARZI  - Studio davanti a una testa

C. CATARZI – Studio davanti a una testa

Claudia Catarzi, Studio davanti a una testa

Cango + Sagrestia di Santo Spirito

sabato 24 ottobre ore 19.45

«La ricerca di Amedeo Modigliani sulla rappresentazione della testa in ambito pittorico e scultoreo ha sempre evocato in me suggestioni molto profonde – racconta Claudia Catarzi. Di qui la necessità di osservare la testa, sia come unità anatomica sia come sede della mente e dell’emozione, non come parte di me ma “in un luogo altro”. L’opera è vista da fuori, creata all’esterno del mio corpo, con la sua massa fisica e i suoi pensieri, in costante rapporto con me ma in un incontro che avviene in una terra di nessuno, nella distanza tra scultore e scultura».

A. AJMONE - Trigger ©Alessandra Corsini

A. AJMONE – Trigger ©Alessandra Corsini

Annamaria Ajmone, Trigger

Cango + Salone del Fiorino di Palazzo Pitti

domenica 25 ottobre ore 17.45

«Presenterò in maniere estemporanea, alcuni dei principi affrontati nella creazione di Tiny, il mio secondo lavoro da autrice – racconta Annamaria Ajmone. Un’esplorazione personale, attraverso memorie soggettive e culturali, volta alla costruzione di uno spazio abitativo. Un’indagine sulle zone-limite, dove non esiste una vera separazione tra universo esterno e contenuti interiori, ma solo un continuo gioco di risonanze. Mi piace immaginarmi come un archivio di tracce lasciate dalle diverse esperienze, lì dove tutto è in costante movimento».

C. CALDARANO - Causa sui ©Daniele Casciari

C. CALDARANO – Causa sui ©Daniele Casciari

Claudia Caldarano, Causa sui. Causa di se stesso

Cango + Salone degli Scheletri della Specola

venerdì 30 ottobre ore 17.45

“68 articolazioni e 206 ossa sono la struttura che mi sorregge, sono il sostegno per non rimanere schiacciata a terra sotto il mio stesso peso – ricorda Claudia Caldarano. Sono l’essenziale, ciò che non affiora se non con i denti e le unghie. Sono un’architettura nascosta, apparentemente fragile e seriale, un grappolo di possibili incrinature e posture, una condensa di risonanze. Qualcosa che riguarda non solo il presente ma anche la memoria di ogni corpo. E la dinamica è un’inerzia pendolare che sospende, graffia e pressa in gravità producendo sbalzi di calore.

La partenza di ciascun percorso è da Cango all’orario indicato.

Lavinia Elena Guidi e Daniela Colamartini

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