Angelus Novus _ Virgilio Sieni

Dopo aver portato Le Sacre sul palcoscenico del Teatro della Pergola, Virgilio Sieni presenta nel Saloncino del massimo teatro fiorentino Angelus Novus, una nuova creazione ispirata al saggio di Walter Benjamin sul celebre quadro di Paul Klee, in scena da domani, martedì 27 ottobre, fino a giovedì 29 ottobre, tutti i giorni alle ore 19. Se il filosofo berlinese proiettava la figura angelica nella tragicità della Storia, Sieni immagina un gruppo di angeli sospesi in un limbo contemporaneo, confinati in attesa lungo una spianata desertica immediatamente dopo l’apocalisse.

Angelus_ Novus ©Isabella Ghiddi

Angelus_ Novus ©Isabella Ghiddi

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus – scriveva Benjamin.Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta”.

Gli angeli di Sieni sono anonimi messaggeri – una comunità che comprende tutte le generazioni, dai bambini agli anziani – còlti mentre scrivono con i loro gesti un testo sacro che annuncia l’avvento di una nuova umanità.

I diciannove interpreti comprendono sia danzatori della Compagnia del coreografo fiorentino che amatori ormai noti a chi ha seguito le ultime creazioni di Sieni, dal Seme del piangere agli Esodi, solo per citare i più recenti.

Angelus_Novus ©Isabella Ghiddi

Angelus_Novus ©Isabella Ghiddi

Nel Saloncino – sulla musica del chitarrista Roberto Cecchetto, eseguita dal vivo dall’autore – i corpi si muovono fluidi passando da un ritmo all’altro in un continuo variare. Per un attimo, quando l’esile figura di Ramona Caia viene sollevata in alto, ci si ricorda di Le Sacre, mentre persone di ogni età si aggirano sulla scena ingombra di tamburi e grancasse. Intorno a quello spazio bianco gli spettatori saranno liberi di muoversi secondo una modalità – più volte sperimentata dal coreografo – che permette a ciascuno di scegliere e di cambiare il proprio punto di osservazione durante lo spettacolo.

Camilla Guarino

Teatro della Pergola, Saloncino

mar 27, mer 28, gio 29 ottobre, ore 19

durata 45’

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