QUINTETTI SUL NERO ospiti all’Aquila

Creati come omaggio ad Alberto Burri e presentati per la prima volta nella sala dei grandi neri del Museo Burri a Città di Castello durante la 48esima edizione del Festival delle Nazioni nel settembre dell’anno scorso,Quintetti sul nero approdano domenica 31 gennaio alle ore 18 all’Auditorium del Parco dell’Aquila, un luogo estremamente singolare, progettato da Renzo Piano come centro culturale temporaneo per la città dopo il sisma del 2009.

quintetti-sul-nero-®Foto-Monica-Ramaccioni-–-Archivio-Festival-delle-Nazioni-ed.-2015-950x712

© Monica Ramaccioni

Virgilio Sieni ricorda l’Aquila prima del terremoto, dove nel 1986 presentò una delle sue prime creazioni con il gruppo Parco Butterfly, Shanghai Neri, in una chiesa sconsacrata: ricorda l’esclusiva disposizione urbanistica e sottolinea il forte legame della città con la natura, in particolare con il Gran Sasso come riferimento mitologico e fonte di leggende della tradizione popolare.

IMG_20150901_175442

 © Sara Arfanotti

L’Auditorium di Piano si presenta – dichiara il coreografo – come “una struttura particolarmente complessa, nata con una destinazione d’uso polifunzionale e declinata soprattutto alla musica, costruita in maniera evidente in una dimensione sociale e urbanistica molto sottratta. Nonostante questo abbiamo colto l’invito a presentare Quintetti sul nero all’Auditorium come un’opportunità. Innanzitutto abbiamo cercato di adattare il lavoro allo spazio sviluppandolo su una piattaforma rettangolare in legno, appena sollevata da terra, che permette una visione su almeno due lati. Questa condizione sembra congeniale a una coreografia nata su un’idea di lingua di terra, una sorta di trincea, di cretto, proprio in riferimento alle opere di Burri a cui è ispirata. Quello del cretto – della fessura – è un concetto molto presente in questo lavoro, non in forma esplicita ma sotto forma di costruzione, quasi di ri-creazione dalle macerie.

DSCF4409bn

photo Sara Arfanotti

Abbiamo anche asciugato la coreografia: non ci saranno luci o effetti particolari, in scena ci saranno solo i corpi dei danzatori accompagnati dalla partitura musicale, questa volta firmata da Daniele Roccato. La prima parte dello spettacolo prende spunto dal Preludio di Le Sacre dall’idea dell’origine del movimento e della sua primitiva proliferazione. Il lavoro si apre dunque in questa occasione con un prologo sul germogliare, seguito da cinque quintetti che indagano la condizione della sospensione, presente in molte delle mie ultime produzioni. Il nero di Burri è inteso proprio come sospensione in uno studio sulla materia attraverso i concetti di incrinatura, di cosmo e quindi di gravità. Così il lavoro coreografico sulla sospensione, sul rallentare la caduta, pone il corpo in una relazione di apertura continua verso lo spazio circostante”.

Sara Arfanotti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...