QUADRI DALLA PASSIONE_LIVORNO

Sarà Quadri dalla passione che segnerà la chiusura del primo ciclo del progetto triennale su Livorno, Cantieri del gesto_Livorno 2015>2017, in scena mercoledì 3 febbraio al teatro Goldoni, con tre repliche alle ore 20.00, 20.45 e 21.30.

Quadri-dalla-Passione_Reggio-Emilia©2014-A.Anceschi

Quadri dalla passione_Reggio Emilia

Quadri dalla passione di Livorno perpetua e riflette su un tema che Virgilio Sieni ha già affrontato in altre occasioni, seguendo, come spesso accade nel suo lavoro un’ideologa di travaso. Le nuove ricerche si assimilano portandosi sempre dietro delle risonanze dal progetto precedente, che quindi si rinnova ogni volta, declinandosi a seconda del luogo e dell’interprete, pur mantenendo lo stesso percorso e anche lo stesso titolo. In questo caso viene mantenuta la distribuzione per quadri, ma il coinvolgimento degli interpreti, che fino a questo momento era diretto solamente ai giovanissimi danzatori, è stato esteso a tutta un’umanità, come viene ormai fatto abitualmente dal coreografo; si va dai giovani, ai giovanissimi, alle persone più mature.

Cantieri del gesto_Pistoia

Quadri dalla passione_Pistoia

«Si sono formati sei gruppi, – racconta Virgilio Sieni – che vanno dal trio all’ottetto, per un totale di una trentina di interpreti che contemporaneamente eseguiranno questa serie di quadri sullo spazio del palcoscenico».
Il pubblico assisterà attivamente a questa polifonia, dove non sarà possibile vedere tutto, considerando anche che lo spettacolo intero, se fosse presentato in successione, durerebbe almeno due ore, mentre agendo simultaneamente, sarà ristretto ad un tempo reale di una quarantina di minuti.

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Quadri dalla passione_Reggio Emilia

«Fa parte della logica di questo lavoro, – continua il coreografo – che il pubblico prenda parte alla scena, potendo camminare da un quadro all’altro, sarà quindi lui stesso a creare il proprio racconto, tornando ai vari quadri arricchiti dalle visioni dei quadri precedenti; questo è il criterio per me: non è necessario vedere tutto in una forma lineare, ma uscire dal teatro con la visione di questo affresco che il pubblico si è costruito personalmente. In questo caso abbiamo lavorato sugli elementi fondamentali che fanno parte di questa serie di progetti realizzati con la Comunità del Gesto, che sono: come avvicinarsi all’altro, il significato di tattilità, di gravità, il come osservare l’altro, come eseguire insieme un movimento. Sono tutti elementi primari che riguardano poi una consapevolezza che ogni persona porta al proprio corpo. Si va creando molta intensità su quello che significa e su quello che è lo sguardo verso l’altro, l’aiutarlo, il sostenerlo per sorreggerlo; quello che emerge nel lavoro è principalmente questo; tanto più che vengono utilizzati regolarmente dei sostegni, degli oggetti scenici, in questo caso delle cantinelle in legno; anche questi elementi vengono utilizzati spesso nei miei progetti. Quadri dalla passione a Livorno sarà quindi un lavoro inedito, che segnerà appunto la fine di una prima parte del progetto. Sento che questa Comunità del Gesto di Livorno si è molto affezionata; una trentina di persone hanno partecipato a Ballo 1265, alcune coppie di madri e figli sono stati interpreti alla Fondazione Prada e per Umano a Firenze. Mantenere saldi i legami, è anche lo scopo dei progetti che sto facendo; l’azione di migrare con questi interventi, di modo che le persone possano continuare il proprio percorso di sguardi anche su quello che accade in altri contesti».

Sara Arfanotti

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