Gli Incomprensibili Supereroi di Jacopo Jenna

Altro che spinaci. Piovono gelatine alla frutta nella sala grande di Cango. Scartate una dopo l’altra, le caramelle sembrano essere il carburante degli otto giovanissimi interpreti (dai 10 ai 12 anni) di Incomprensibile, coreografia di Jacopo Jenna creata per Stanze Segrete, un progetto di Virgilio Sieni, nato nel 2015, che debutterà in prima assoluta sabato 16 Aprile alle ore 20 con replica domenica 17  alle ore 17.30, a Firenze presso Cango; oltre a Jacopo Jenna il progetto prevede le azioni di altri tre coreografi: Marina Giovannini, Giulia Mureddu e Davide Valrosso.

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Jenna, coreorafo, performer e filmaker, orienta la sua ricerca verso tematiche riguardanti la percezione della danza come pratica  estesa attraverso un dialogo tra le tecniche delle arti performative in relazione ad altri linguaggi collaborando in qualità di danzatore con Anouk Van Dijk DC, Compagnia Zappalà danza, Steptext Dance Project, CollettivO CineticO, Compagnia Virgilio Sieni, Kinkaleri.

«Il lavoro ideato per Stanze Segrete è una piccola riflessione sull’inafferrabilità della danza, sulla sua incomprensibilità necessaria –  spiega l’artista – Volevo lavorare in modo che i ragazzi utilizzassero il corpo come forma di pensiero, non come elemento razionale. La danza vive nel momento in cui esiste, nel suo fluire che poi è un perdersi. Entrando nell’azione non c’è bisogno di comprendere, basta farsi trascinare dal flusso.»

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Il coreografo ha deciso di selezionare anche bambini non danzatori: «Volevo che avessero una loro libertà nel corpo e non una rappresentazione di quello che può essere giusto o sbagliato in un’espressione corporea. Abbiamo creato delle strutture spaziali: a ogni spazio corrisponde una possibilità di movimento. Quello che mi interessa è la continua attenzione del corpo e di quello che gli sta intorno. Mi piace che abbiano una loro autorganizzazione e capacità di reazione, elementi fondamentali nello studio della danza.»

Il pubblico abbraccerà la scena e sarà libero di muoversi intorno ad essa cambiando punto di osservazione.
Gli otto “Supereoroi” provano all’interno di uno spazio delimitato da un nastro adesivo e si esercitano sulla presenza scenica: «Il corpo e la mente sono sempre attivi quando siamo in scena, anche nella staticità. Non c’è altro pensiero se non il movimento e questo deve avere sempre un’intenzione» dice Jenna ai ragazzi all’inizio delle prove.
Energia, elasticità, divertimento, complicità, ognuno con la voglia di mostrare i sui poteri speciali, chi con triple ribaltate carpiate, chi con un un semplice sguardo o gesto. Un lavoro di squadra dove all’interno si alternano i capitani, gli Incomprensibili supereroi che sembrano aver capito più di tutti.

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Mi potete spiegare questo spettacolo?

Aurora: «È molto bello, lo spettacolo si chiama Incomprensibile, proprio perché è incomprensibile».
Maya: «Il tema è scrivere delle parole con le parti del corpo».

                                                                                                         Camilla Guarino


                                                                                                                         

  

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