Stanze segrete: porte aperte verso il futuro

Gioco, scoperta, contatto, immaginazione, libertà: Stanze segrete è un meraviglioso viaggio nel cuore pulsante del mondo dell’infanzia in un incontro di vitalità artistiche – giovani danzatori e coreografi emergenti – che lascia addosso allo spettatore la confortante sensazione di essere parte di un divenire.

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L’apertura di queste ‘stanze segrete’, di questi luoghi di ricerca e di elaborazione, è una finestra su un mondo in trasformazione che ci mostra – come afferma Virgilio Sieni, ideatore del progetto – «una dimensione inaspettata che va ben oltre al senso dell’opera d’arte intesa come opera conclusa. Qui siamo in una dimensione estremamente fragile, malleabile, questi lavori si presentano come qualcosa che non è definito, ma in piena evoluzione»

Stanze segrete ci svela la forza espressiva di uno studio orientato a un nuovo modo di intendere la trasmissione didattica, che si lega in maniera inscindibile a un discorso legato alla creazione, alla coreografia, alla ricerca. «Penso che in quel tratto della vita – continua Sieni – si possano sviluppare, ricercare, intuire delle cose altrimenti impossibili da attuare. Per esperienza personale so che per un coreografo lavorare con i giovanissimi significa andare a smarginare secondo quelle che sono le possibilità, quindi i giovani diventano un qualcosa di estremamente necessario per la ricerca.»

La rassegna, giunta al suo secondo anno, andata in scena a Cango sabato 16 e domenica 17 aprile 2016, in collaborazione con il Festival dei Bambini, propone quattro azioni coreografiche con protagonisti giovanissimi – danzatori e non – dai 9 ai 15 anni: Icaro di Davide Valrosso, Belli da Scrutare di Giulia Mureddu, Quattro di Marina Giovannini e Incomprensibile di Jacopo Jenna.

Il lavoro svolto dai quattro coreografi, pur rimanendo espressione di un’intuizione personale, si articola spesso attraverso un percorso dialogico, in cui viene dato molto spazio all’ascolto, allo scambio reciproco, alla creazione estemporanea.

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ICARO di Davide Valrosso ©Giuseppe D’Andria

Immersi in uno spazio che evoca una dimensione ludica di forte impatto contemporaneo – un pallone da calcio, un prato verde, due sedie – Giulio e Romeo, i due giovani protagonisti di Icaro, occupano lo spazio indagando la lentezza di un movimento che li spinge l’uno verso l’altro nel tentativo di superare il limite, di addentrarsi in qualcosa di sconosciuto. Si passano la palla come se fosse un oggetto magico che li avvicina sempre di più, si sostengono nel tentativo di innalzarsi, vagano nella scena uniti come un unico corpo teso a esplorare le varie direttrici spaziali. I due ragazzi hanno una potente energia che si raddoppia nel loro essere quasi simbiotici. Ogni innalzamento, ogni ipotetico tentativo di volo, è un atto che vivono insieme, alla ricerca di una dimensione che sia oltre il conosciuto e il tangibile.

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BELLI DA SCRUTARE di Giulia Mureddu

Belli da scrutare porta in scena tredici giovanissimi, dai nove ai quindi quindici anni, danzatori e non, che invadono lo spazio con una forza dirompente. La musica allegra e gioiosa ricalca lo spirito di questi giovanissimi interpreti che si integrano nella scena attraverso una personale indagine dello spazio. Si ammassano, si sostengono, ondeggiano; si formano duetti e piccoli gruppi che al centro dello spazio compiono dei movimenti mentre il resto degli interpreti ne riprende l’impulso primario. Creano bellissime figure, prima statiche poi dinamiche, insieme, l’uno a sostegno dell’altro, e non c’è che dire: sono proprio belli da scrutare .

Marina Giovannini Quattro © Jacopo Jenna

Marina Giovannini QUATTRO © Jacopo Jenna

Con Quattro di Marina Giovannini torniamo in un dimensione più contenuta e omogenea: quattro giovani danzatrici di circa quindici anni, forti della loro tecnica esplorano la una decostruzione di quell’atteggiamento, quasi inconsapevole, tipico di chi ha una pratica costante della danza, soprattutto classica. Giovannini costruisce una coreografia che tende a valorizzare la prorompente energia delle quattro ragazze, frammentando una serie di azioni coreografiche ripetute ossessivamente, con l’intento di creare un varco per liberare il movimento da qualsiasi sovrastruttura tecnica. Movimenti armonicamente spezzati, giochi di equilibri che guidano i corpi verso cadute controllate, corse rapide verso i quattro angoli dello spazio scenico. Il tutto sottolineato da una musica che sottolinea il senso di accumulazione e ossessione – creata con dei piccoli loop preconfezionati dall’applicazione Garageband del Mac che la coreografa ha gestito in diretta – dando l’impressione di essere di fronte a una sorta di trance ginnica apparentemente leggera.

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INCOMPRENSIBILE di Jacopo Jenna

Otto sono invece i protagonisti di Incomprensibile di Jacopo Jenna, come per Belli da scrutare, di età e formazione eterogenea. Energici, complici e divertiti, gli interpreti irrompono nello spazio presentandosi nella loro diversità senza mai smettere di interagire tra loro con delicata armonia. I piccoli corpi sembrano depositari di un linguaggio segreto. L’esplorazione dello spazio è aperta verso tutte le direzioni possibili, ed è portata avanti con un accordo quasi impercettibile, che guida un dialogo animato tra gesti istintivi. Si invertono di posto, si fermano, e disposti su una linea, specchiandosi l’uno sull’altro, si scambiano impulsi. Un rigore disorganizzato che contiene un inarrestabile flusso di pensieri incomprensibili, tradotti in gesti.

Stanze segrete è un tripudio di corpi giovani e fluidi impegnati nella riflessione di un gesto che nasce dall’istinto, dal tentativo di superare un limite, dal coraggio di lasciarsi andare verso qualcosa di sconosciuto, dalla libertà dell’immaginazione.

Francesca Gennuso

2 risposte a “Stanze segrete: porte aperte verso il futuro

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