FAMILY#2_TRITTICO

«Io, voglio dire, io e te. Noi due chiusi, protetti nel nostro rifugio, nella nostra tana. E quelli fuori? Niente, quelli fuori non ci interessano. Noi, solo noi, i più puliti, i più uniti, i migliori».
– da «La famiglia» (prosa) di Giorgio Gaber –

Per il secondo anno CANGO_Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza presenta, martedì 28 e mercoledì 29 giugno alle ore 20 con replica alle 21, Family, progetto di Virgilio Sieni composto da tre nuove creazioni di Marina Giovannini, Jacopo Jenna e Giulia Mureddu interpretate da famiglie. L’Accademia sull’arte del gesto continua ad aprire le porte a nuovi partecipanti, coinvolgendoli in un processo di consapevolezza dell’abitare il proprio corpo. La danza si protende verso una nuova antropologia in un percorso in cui diverse identità e generazioni legate da un rapporto affettivo si confrontano, si indagano i dettagli delle relazioni più intime, di uno spazio della condivisione oggi al centro di un sempre più articolato processo di ridefinizione. Le tre azioni della durata totale di venti minuti si svolgeranno in contemporanea in tre sale diverse e il pubblico potrà frequentare liberamente lo spazio, comporre la sua regia creando il suo percorso e vivendo in modo attivo la propria esperienza.

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M. Giovannini_ Esercizi di composizione

 

Marina Giovannini / Esercizi di composizione
Guardando Gianni e Lucia muoversi in uno spazio ristretto mi è parso di vedere le abitudini dei corpi di due persone che convivono da quasi quarant’anni negli stessi ambienti.
Ho immaginato i loro gesti in salotto, gli spostamenti e le traiettorie che si ripetono in corridoio, gli automatismi motorii tradotti in piccoli “accordi” silenziosi che si ripetono nel tempo.
Dando loro degli esercizi da praticare per la composizione coreografica, ho avuto l’ impressione di insinuarmi proprio in mezzo a quegli automatismi, quasi di intralciare delle dinamiche di relazione spaziale, geometrica e prospettica. Così ho visto aprirsi degli squarci di inattesa consapevolezza, di improvvisa novità e sorpresa nello scoprire altre modalità di relazione, e forse qualcosa che alimenterà una nuova confusione.

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J. Jenna_Effetto Kulešov

Jacopo Jenna / Effetto Kulešov
L’effetto Kulešov è un fenomeno cognitivo del montaggio cinematografico dimostrato dal cineasta russo Lev Vladimirovič Kulešov negli anni venti. Attraverso un esperimento dimostrò che la sensazione che un’inquadratura trasmette allo spettatore è influenzata in maniera determinante dalle inquadrature precedenti e successive. La visione di una scena diventa un fenomeno di “stimolo/risposta”, dove lo spettatore partecipa attivamente al processo di creazione dei significati. Lavoro con una famiglia composta da quattro membri: due sorelle una delle quali è la madre dei due bambini di 7 anni e 10 anni. Come per Stanze segrete in Gli incomprensibili, anche per Family desideravo un gruppo, volevo creare un sistema che portasse gli interpreti a una autonomia nella gestione della scena. Questo è un progetto di conoscenza nel quale entri in una situazione in cui c’è una forte gerarchia interna, quello che ho cercato di fare è stato di azzerarla il più possibile facendo lavorare in modo paritetico sia gli adulti che i bambini eliminando i ruoli. I due bambini sono influenzati dalla madre e dalla zia, si innesca un gioco di reazioni tra di loro che crea un microcosmo di gesti, movimenti, accordi impliciti.

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G. Mureddu_ Dialogo in penombra ©Sara Arfanotti

Giulia Mureddu / Dialogo in penombra
La costruzione coreografica di Family dipende ovviamente dalla famiglia che hai: per questa mia seconda esperienza all’interno del progetto ho scelto di presentare «Dialogo in Penombra», un duetto interpretato da una giovane coppia, Simone Broscia e Stefania Faggioli, mentre l’anno precedente ho lavorato con un nucleo familiare composto da tre generazioni: nonna, figlia e nipote; trattasi quindi di percorsi molto diversi. In questo caso per me è emerso, come punto centrale, il concetto di cercare per se stessi qualcuno con cui costruire un futuro, un nido, una struttura. Nel caso di famiglia generazionale è già preesistente il legame e la composizione gerarchica, che va solamente compresa e gestita nel corso della creazione, mentre in questo ultimo lavoro è presente tutto un altro tipo di discorso e di approccio. Percepisco la relazione come un luogo che uno crede di poter abitare ad occhi chiusi, affrontando però nel quotidiano tutta una serie di equilibri molto instabili e fragilità. Ho seguito una linea di costruzione coreografica molto semplice, che sottolineasse la delicatezza del legame, utilizzando elementi minimali e mantenendoli per tutta la durata dell’azione, che gli interpreti svolgono ad occhi chiusi, in un continuo ascolto reciproco, affrontando situazioni precarie. Un adattamento continuo ad ogni nuova situazione che si va creando nel corso della sequenza, bastata totalmente su riferimenti tattili, in cui la coppia si trova ad affrontare il fuori equilibrio del proprio corpo per essere in grado di sostenere l’altra persona, mentre nel momento in cui entrambi aprono gli occhi, sono pronti per staccarsi l’uno dall’altro e l’azione automaticamente finisce.

a cura di Sara Arfanotti, Daniela Colamartini, Camilla Guarino

 

BIGLIETTI
intero € 8,00 / ridotto € 6,00
(biglietto valido per le tre coreografie)

INFO E PRENOTAZIONI
tel. 055 2280525
mail. biglietteria@virgiliosieni.it

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Una risposta a “FAMILY#2_TRITTICO

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