In scena a Cango • Eden • di Virgilio Sieni e Claudia Caldarano

Claudia Caldarano e Virgilio Sieni portano a Cango la loro visione di Eden. Un quartetto al femminile, dove le interpreti e la coreografa stessa, già danzatrice della Compagnia Virgilio Sieni, sviluppano una successione di relazioni sulle suggestive note del flauto del musicista Stefano Agostini. Eden, frutto di un processo evolutivo che ha visto una sua prima tappa a Livorno in occasione di Cantieri del Gesto #2  nei locali della Biblioteca del Museo Civico Giovanni Fattori, approda stasera a Firenze alle ore 21, con replica domani 13 novembre alle ore 17, in occasione del Festival La Democrazia del Corpo.

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Claudia Caldarano ci parla della sua esperienza:

«Il lavoro nasce dall’interazione e dall’imprevedibilità del rapporto che scaturisce tra noi interpreti. Veniamo tutte da percorsi con tipologie di esperienza e di vita differenti, oltre che di età anagrafica.  Virgilio Sieni ha composto le sezioni di lavoro dando dei temi molto precisi o dei momenti di origine dai quali si evolve la struttura, io invece mi sono occupata di curare le varie successioni e i collegamenti delle partiture coreografiche operando dall’interno del gruppo. Durante questi mesi abbiamo avuto l’opportunità di masticare il materiale che avevamo a disposizione e produrre, sempre nell’interazione e nell’ascolto reciproco, nuove soluzioni che hanno portato Eden in uno spazio diverso: Cango. Inizialmente eravamo disposte ad una relazione molto più ampia e dinamica, mentre nello spazio del Museo Fattori di Livorno, in una piccola cappella ristrutturata per diventare biblioteca, abbiamo ritrovato lo stimolo per sviluppare ulteriormente la tattilità e il senso di vicinanza. L’intimità del luogo ci ha portate a una maggiore attenzione al dettaglio del contatto, e la presenza della figura del musicista apporta un momento estemporaneo alla partitura coreografica che ha sviluppato un ulteriore nuovo assetto. La coreografia, nella quale noi siamo sempre libere di fare delle piccole variazioni, è rimasta la stessa, ma la musica eseguita dal vivo ha guidato il lavoro verso un livello più strutturato, pur mantenendo di base l’improvvisazione. L’aspetto interessante dell’interazione con Stefano Agostini, ex direttore dell’Istituto Musicale P. Mascagni di Livorno, è quello di cercare di instaurare con lui un dialogo tattile attraverso lo strumento che respira insieme a noi, dando ai tasti del flauto una sonorità percussiva che porta nuovi temi e scandisce i vari momenti».

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Eden_©Sara Arfanotti

Le quattro interpreti, già incontrate nei progetti con l’Accademia sull’arte del gesto, hanno avuto modo di instaurare un legame confidenziale durante questo periodo. Come si è sviluppato questo rapporto all’interno del lavoro?

«La vicinanza tra i corpi si è molto approfondita. Questo ha messo in luce un aspetto di fondamentale importanza che è l’orientamento nella partitura coreografica attraverso il corpo dell’altro. Quando abbiamo ripreso il lavoro, dopo mesi, ho pensato di cambiare i fronti, visto che la natura del lavoro lo permette. L’orientamento è arrivato subito, da parte di tutte noi, poiché il minimo dettaglio, il più piccolo punto di contatto è fondamentale per potersi orientare all’interno della partitura. Virgilio ci ha suggerito di capire quale tipologia di comunicazione interna ci era più congeniale per poter procedere insieme. Questo elemento ha quelle qualità che noi cerchiamo di esaltare con questo tipo di percorso riguardante una frammentazione del respiro, un’attenzione rivolta alle piccole parti, quasi al microscopico. Nel lavoro sono presenti vari momenti di abbandono e di conseguente ripresa, un tornare, disorientarsi e poi riprendersi nel rapporto con l’altro. Quasi un percorso a intermittenza che comunque ha portato un aspetto di approfondimento e una crescita notevole di tutte noi».

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Eden_©Sara Arfanotti

Portando sulla scena un lavoro così intrinseco e delicato, come si concilia il doppio ruolo, di interprete e coreografa?

«Questo tipo di progettualità, suggerita da Virgilio, è stata per me molto interessante perché mi mette nella condizione di non pormi solo in una dimensione del tutto spettacolare, ma è un percorso in cui io stessa faccio formazione. Sono stata la guida da un certo punto in poi, ma diventa così nella pratica dell’esperienza. Anche io con tutte le mie debolezze e fragilità mi metto sulla stesso piano delle altre interpreti. Continuo ad affrontare le varie sfide che questo tipo di lavoro comporta. La figura di Virgilio è fondamentale per una restituzione più chiara di quello che avviene. Ristabilisce l’identità di un momento, riportandomi una lucidità che a volte si tende a perdere in questo percorso in cui si cerca di stare in un livello di parità di relazione umana».

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Eden_©Sara Arfanotti

Qual è quindi la visione di Eden?

«Eden perché attraverso questo gruppo, che piano piano si svela attraverso la sua relazione, hanno origine gesti istantanei e scritti che vivono di questa dualità in natura. Da Livorno abbiamo iniziato a portare più attenzione ad aspetti come il respiro che lascia emergere un senso di animalità, dando la suggestione di un corpo che cerca comunque di tornare a un’origine primordiale dello stare al mondo. Tutte insieme stiamo cercando di trovare un nostro linguaggio, un modo di comunicare che viene tradotto in un evento, ma la cosa principale per noi è tutto il processo che abbiamo trattato e che continuiamo a sviluppare. Depositiamo, ma allo stesso tempo troviamo soluzioni istantanee e nuove che danno origine a una nuova consapevolezza. Questo processo ci porta a fare un’esperienza oltre alla produzione dello spettacolo stesso. Quello che emerge è un tentativo di stare insieme in quel momento e l’azione è una composizione di gesti e vicinanze di cui abbiamo sì fatto pratica nel tempo, ma che in quel momento sono come nuove».

a cura di Sara Arfanotti

EDEN
Sabato 12 novembre ore 21
Domenica 13 novembre ore 17
Cango, Via Santa Maria, 25 – Firenze

CREDITS
Coreografia: Claudia Caldarano e Virgilio Sieni 
Con: Sonia Bieri, Claudia Caldarano, Lisa Labatut, Alma Portone
Musiche eseguita dal vivo: Stefano Agostini (flauto)

Per info e prenotazioni: Tel. 055 2280525 – biglietteria@virgiliosieni.it

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