Mistica_Ballo 1951: quando la danza incontra la videoarte

Un suggestivo e mirabile connubio tra danza contemporanea e spazio museale è stato ideato dal coreografo Virgilio Sieni in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi e MUS.E. In occasione del G7 della Cultura organizzato a Firenze, il 29 e il 31 marzo, è andato in scena all’interno di Palazzo Strozzi Mistica_Ballo 1951. Danzatori e amatori dell’Accademia sull’arte del gesto di Firenze hanno eseguito azioni coreografiche in dialogo con le opere della mostra Rinascimento Elettronico del videoartista newyorchese Bill Viola, in un progetto che lo omaggia attraverso l’incontro tra il gesto degli interpreti e le opere esposte che evocano il legame tra l’artista e i capolavori dei grandi maestri del passato. Le partiture coreografiche site specific si svolgono in simultanea tra le sale del museo, creando un percorso inedito per il pubblico.

Un duetto di giovani danzatrici, Noemi Biancotti e Linda Pierucci, dialogano con il dittico Adamo ed Eva di Lukas Cranach, in relazione con l’opera Man Searching for Immortality/Woman Searching for Eternity di Viola. La dinamica tra i due corpi si alterna in modo imprevedibile ma con estrema precisione, fluidità ed equilibrio davanti all’immobilità del dipinto, con sospensioni che esplorano lo spazio tra disequilibri, cedimenti e riprese in perfetta sincronia. Seguendo il percorso della mostra, ci troviamo davanti all’interprete paraplegico Uliano Vescovini che seduto di spalle al suggestivo tableaux vivant Inverted Birth, segue lenti e piccoli movimenti delle braccia illuminato da una piccola torcia. Pulsazioni corporee coinvolgono petto e mani, fino a trasformarsi in movimento fluido in relazione con la sonorità dello scorrere dei liquidi richiamata dal video. Torsioni e gesti in continuo dinamismo con l’ambiente terminano con la distensione del corpo al suolo. La perdita dell’equilibrio del busto diventa elemento di rottura della sequenza lineare, come l’urlo ripetuto che esplode nello spazio liberando l’energia e la tensione raccolta per tutta la lenta e precisa azione.

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Mistica_ballo 1951, Virglio Sieni photo Marta Sbranti

Nella sala adiacente è esposto l’affresco Il diluvio universale e la recessione delle acque di Paolo Uccello, rapportato a The Deluge di Viola che mostra dei passanti che camminando davanti a un edificio iniziano ad accelerare i movimenti anticipando la sensazione di catastrofe imminente, una cascata torrenziale. All’interno di questo contesto, otto interpreti eseguono una lenta azione coreografica, Quartetto mani, attraverso un rallenty dei loro gesti e movimenti di contact. Disposti in due file, tra disequilibri, cadute e riprese, evocano il video posto alle loro spalle come se anch’essi appartenessero alla quotidianità rappresentata prima del caos apocalittico.

Opera icona della mostra è Emergence, in relazione con il Cristo in pietà di Masolino da Panicale. Due donne colte mentre vegliano un pozzo di marmo dal quale emerge progressivamente un pallidissimo giovane, personificazione del Cristo, sostenuto dalle due figure che lo depongono. Occupano questa sala tre angeli con indosso un’unica ala. Sopra un letto di cartone, attraverso la lentezza dei gesti, gli angeli mostrano la propria fragilità, cercano un modo per rialzarsi dalla posizione fetale, barcollanti, allo stremo delle energie. Prende avvio quel “risveglio” in cui l’estensione verso l’alto diventa il mezzo per esplorare la dimensione orizzontale e terrena.

La grande sala adiacente accoglie Catherine’s Room, cinque schermi che mostrano ognuno l’interno della stanza di una donna di cui seguiamo i rituali quotidiani, e il video Surrender, due figure riflesse su uno specchio d’acqua che cercano un contatto tra loro impossibile. Qui l’interprete è l’ottantenne Otello Cecchi, che attraverso spirali e allungamenti degli arti superiori laterali, crea movimenti continui e sospesi nello spazio.

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Mistica_ballo 1951, Virgilio Sieni

Il percorso prosegue con l’imponente The Path, Going Forth By Day, un’installazione audiovisiva in cui è protagonista la camminata. Una pineta è attraversata da un flusso ininterrotto di persone che procedono a ritmi differenti, un riferimento visivo alla Storia di Nastagio degli Onesti di Botticelli. Davanti a questa parete è stata presentata Proliferazione, in cui undici interpreti disposti su una linea parallela al video, dialogano attraverso una corrispondenza di gesti e camminate; indagano semplici movimenti come l’allungamento delle braccia, piccoli impulsi e contrazioni e molleggiamenti. L’energia collettiva porta il gruppo a un lento avanzamento a braccia aperte in segno di accoglienza verso gli spettatori.

The Greeting, ispirata alla Visitazione di Carmignano del Pontormo, mostra invece l’incontro di tre donne, dilatato nel tempo grazie a un uso estremo dello slow motion che rende visibili i dettagli dei loro movimenti e dell’espressività mimica dei loro volti. Un incontro tradotto in gesti da otto interpreti al centro della sala con movimenti lenti, sospesi, tattili, con duetti, terzetti e quartetti. Il gruppo con estrema lentezza e fluidità, dà vita a un’azione basata sull’ascolto dell’altro.

Il Piano Nobile ospita The crossing, che da un lato rappresenta la grande immagine di un uomo che avanza dal buio fino a quando ai suoi piedi divampa un fuoco che risale il corpo; dall’altro lato lo stesso uomo procede in avanti inondato da un fiotto d’acqua mentre un suono assordante riempie l’ambiente. Davanti al fuoco, Sara Fulco lentamente poggia le sue mani su uno sgabello cercando di sedersi. Una camminata lenta verso il pubblico è interrotta da un rilasciamento del busto in avanti e una successiva ripresa dell’equilibrio, in maniera circolare ma sempre mantenendo una dinamica basata sulla lentezza. Un avanzamento e una retrocessione nello spazio semi oscuro, in relazione con l’uomo virtuale presente nel video.

Comune denominatore tra le opere di Viola e le azioni coreografiche dirette da Sieni è stata la stimolazione sensoriale della percezione del tempo, alterato e dilatato, ma anche dello spazio, tutti ambienti bui e neutri. Così nel silenzio quasi totale della sala sentiamo solo i fruscii lievi dei performers e dei corpi “virtuali” che prendono vita lentamente. Un viaggio per lo spettatore attraverso due arti che si completano e si compenetrano, creando una nuova esperienza di visione, immersiva, emozionante e unica.

Angeli: Angelo Gregorio, Pablo Carta e Margherita Dolfi.

Quartetto mani: Sergio Elisei, Anna Revedin, Antonella Pennacchio, Marco Cappelli, Barbara Beni, Riccardo Campana, Giuseppe Panzarella e Daniela Cencetti.

Proliferazione: Lorenzo Garofalo, Federico Cagnucci, Isabella Martini, Patrizia Gremigni, Sonia Bieri, Shirin Bieri, Fabiana Bonucci, Lino Bandini, Veronica Machiavelli, Debora La Mantia, Daniela de Lauri.

Visitazione: Cloe Belliot, Rachele Noferini, Elisabetta Baglioni, Sandra Ciotti, Cristina Petitti, Adele Battaglia, Dagmar Lorenz e Ilaria Tocchi.

                                                                                                                           

Marta Sbranti

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