Memoria

5.-Altissima-povertà-_-di-Virgilio-Sieni

Memoria del corpo, memoria che prescinde da noi e dalle nostre inclinazioni. Una stratificazione di gesti che ci precede e ci sfugge continuamente nell’abitudine quotidiana, ma a cui il nostro corpo ha la capacità di riconnettersi. Si può parlare di una memoria millenaria che scorre ai bordi della nostra vita e che può emergere dall’incognito soltanto attraverso un atto di fede nel gesto, trasfigurandolo dal quotidiano. Un’archeologia gestuale che appartiene all’umanità intera, a cui possiamo attingere attraverso un processo di sospensione dalla realtà. L’esodo incosciente, in cui l’uomo ha confinato il proprio corpo, può dissolversi se egli assume un atteggiamento di ascolto nei confronti del proprio io e di tutto ciò che lo circonda, andando verso una maggiore consapevolezza corporea.

Lorenza Paniccià

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