La Sughera di Simone Bellucci

La sughera

In nodose braccia di telamone botanico
si apre la prima forca, possente
bassa e invitante per antiche sfide
di un tempo remoto forse mai stato.
Con frondosa imponenza ora nascondi
il biancorosso divieto e all’altro
rugginoso cartello, piegato all’oblio
di civiche dismesse letture, dai rifugio
sotto l’ombra densa d’agosto.
Solchi profondi come ricordi
fossili impressi sulla pelle crepata
ti avvolgono le membra di solitario
elefante sbrancato.
Pallidi riflessi scuotono ambrati
rugosi muscoli d’atleta un tempo
lucenti.
Terrestre, ferma nel vento
lasci pensosa ai pini
la smania di toccare il cielo

Simone Bellucci
Isolotto – 31 luglio all’imbocco di via Viani

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