Luoghi

I Cantieri Goldonetta  (Cango) a Firenze

I Cantieri Goldonetta (Cango) a Firenze

I luoghi fanno parte del nostro essere, del nostro vivere quotidiano, trasmettono emozioni, memoria, gesti. I luoghi condizionano le nostre esperienze, scavano nelle pieghe più intime dell’individuo e della sua immaginazione. Se pensiamo alla parola luogo ci viene in mente città: un luogo tracciato dalle epoche, dai volti e anche dalle presenze che se ne sono andate. È fondamentale quindi oggi ripescare tutte queste esperienze e farle in qualche modo nostre. Nella città di Bologna, il progetto “Nelle pieghe del corpo” investe sui rapporti interpersonali, o meglio mette in moto una serie di relazioni basate sulla convivenza tra le persone. Come afferma Sieni: «Penso che un progetto si possa definire tale, oggi, quando va a creare delle fessurazioni che permettono all’altro, e principalmente al cittadino, di inoltrarsi dentro tutto quello che è il luogo della cultura, di inoltrarsi in una maniera apparentemente diversa e quindi andare a rintracciare una postura inedita, rispetto a tutto quello che è una patologia abitudinaria». Entrare dentro un progetto di un artista, vivere con lui giorno per giorno attraverso i luoghi, con lo scopo di creare una comunità, ritornando a una polis. Al luogo dell’incontro e dello scambio, idea topica di un’agorà dei saperi comuni, rintracciarne gli aspetti distintivi per una nuova rinascita, in un periodo di frammentazione che ci travolge. Un progetto, si può realizzare solo con la convivenza delle persone, cercando di individuare in alcuni degli incontri in programma, come Cena Pasolini e Altissima povertà, una possibilità di convivere con l’altro e quindi con il cittadino, il giovanissimo danzatore, il professionista, l’amatore, e andare infine a coesistere con una sorta di percorso di creazione. Il luogo che costituisce l’inizio e la fine di un movimento tramite un corpo che sta al mondo. Fare del nostro corpo una riflessione antropologica come fatto sociale e culturale, ma anche luogo e strumento di resistenza personale, di invenzione, di lotta, esattamente come un boscaiolo si orienta all’interno di un bosco e individua l’uscita per mezzo di una pratica. Dare spazio al proprio corpo, come forza che ci origina, come il primo luogo da abitare; lo spiega così Caproni in una sua poesia citata da Sieni: «Non c’ero mai stato, mi accorgo di esserci nato».

Valentina Fiori

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